Dall’archivio / Resistenza e Costituzione

Per il primo numero di MicroMega+ vi proponiamo due interventi dall'archivio storico di MicroMega, uno del presidente Sergio Mattarella e uno del magistrato Roberto Scarpinato.

TUTTI I CONTRIBUTI DELLO “SPECIALE 25 APRILE” DI MICROMEGA+

Rivolta morale rivolta in armi contro il fascismo contro il conformismo
di Sergio Mattarella

Il saluto e l’augurio del Presidente della Repubblica alla rivista e ai lettori dal numero monografico del 2015 dedicato a ‘Ora e sempre Resistenza’.

Egregio direttore,
rispondo volentieri alla sua richiesta di rivolgere un saluto ai lettori di MicroMega, che ha dedicato un intero numero al settantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, evento centrale della nostra storia recente.

Scriveva Costantino Mortati nel 1955: «La nostra Costituzione si collega al grande moto di rinnovamento espresso dalla Resistenza, che ha come motivo ispiratore il potenziamento della persona umana in ogni campo della vita associata, nonché l’attuazione delle condizioni necessarie a una più intima e vissuta solidarietà nell’interno di ogni Stato e fra le nazioni».

Ai Padri costituenti non sfuggiva il forte e profondo legame tra la riconquista della libertà, realizzata con il sacrificio di tanto sangue italiano dopo un ventennio di dittatura e di conformismo, e la nuova democrazia, nata dalle macerie di una guerra terribile e devastante.

La Costituzione, nata dalla Resistenza, ha rappresentato il capovolgimento della concezione autoritaria, illiberale, esaltatrice della guerra, imperialista e razzista che il fascismo aveva affermato in Italia, trovando, inizialmente, l’opposizione – spesso repressa nel sangue – di non molti spiriti liberi.

La guerra, con le sue sorti rovinose, fece aprire gli occhi a molti italiani e costituì il motore di un sentimento generalizzato di rifiuto e di rivolta, che si accentuò fortemente dopo l’8 settembre e l’occupazione nazista dell’Italia.

Come notava acutamente un partigiano di stampo cattolico liberale, Sergio Cotta, gli Italiani di quel tragico periodo furono «un popolo unito nella sofferenza, sotto l’incubo dell’occupante e del suo alleato per l’oppressione poliziesca, le retate indiscriminate, le drammatiche persecuzioni razziali, la cattura di ostaggi innocenti senza distinzioni di età e di sesso, le rappresaglie fuor di proporzione in città e campagne indifese».

La sof…

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