Chi abusa del processo

È ormai molto di moda dare addosso ai pubblici ministeri che fanno il loro lavoro. Li si accusa spesso di ‘accanimento investigativo’ ‘come se non fosse affare del requirente cercare prove d’accusa’. La verità è che ‘nell’attesa d’un apparato requirente manovrabile dal potere esecutivo’, il legislatore fa di tutto per mettere i bastoni tra le ruote dell’azione penale. Una strategia di impunità ammantata dalla retorica del garantismo.

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Da MicroMega 6-2007

L’argomento richiede una premessa nomenclatoria e alcuni rilievi elementari. L’universo linguistico del diritto è riducibile ai verbi-sostantivi «dovere» e «potere», coniugabili in due sensi, descrittivo (Aristotele direbbe «apofantico») e deontico: enunciato vero o falso l’uno; l’altro appartiene alla sfera delle parole emotive. Nel tedesco e inglese ai due concetti corrispondono verbi diversi: «tutti gli uomini devono morire» è formula d’una impossibilità naturale, che l’organismo sopravviva sine die; i tedeschi dicono «müssen», gl’inglesi «must»; «il pubblico ministero deve esercitare l’azione», è enunciato normativo («sollen» e «shall»). Ambiguo anche «potere»: appartiene alla lingua normativa la frase «posso fare od omettere tutto quanto non sia vietato né prescritto» («dürfen», «may»); ma quando dico che il pubblico ministero può esercitare l’azione, descrivo una potenza giuridica («können», «can»). Nel lessico tecnico «dovere» designa la situazione del destinatar…

Auspici per un futuro migliore. Tre lezioni morali dalla pandemia

La crisi da Covid-19 ha evidenziato quanto sia necessario un cambiamento delle regole della convivenza sociale per rafforzare gli assetti democratici e riaffermare il primato del bene comune sugli interessi individualistici. Una riflessione del filosofo tedesco Axel Honneth, esponente della terza generazione della Scuola di Francoforte.

Moni Ovadia racconta la questione israelo-palestinese

Un “monologo”. Un’approfondita analisi geopolitica. L’attore, in esclusiva per MicroMega+, ricostruisce mezzo secolo di storia. E lo fa assumendo lo sguardo dell’Occidente, del “mondo che domina il mondo”.

I cento tavoli dell’Italia in crisi

Al Ministero dello Sviluppo economico i dossier sulle imprese in difficoltà sono ben novantanove. Siderurgia, automotive, elettrodomestici e aeronautica i settori più colpiti. Oltre 56 mila i lavoratori nel guado. Mentre si avvicina lo sblocco dei licenziamenti facciamo il punto sui principali focolai di crisi aziendali che tempestano il Paese: Taranto, Termini Imerese, Napoli, Torino e Terni.