PODCAST / “Vite”. Otto voci per otto r-esistenze precarie sotto la Covid-19

Una make-up artist, un’insegnante, un cantautore, una psicoterapeuta… Nel primo podcast di MicroMega abbiamo raccolto le storie di otto persone che ci hanno raccontato come la Covid-19 ha cambiato le loro vite e le loro prospettive professionali.

“I precari si sono sentiti persi, così come i professionisti che non avevano ancora una solidità nel proprio lavoro”. A parlare è Anna Maria Rapone, psicoterapeuta che in epoca di pandemia ha continuato a seguire anche chi non aveva più possibilità di pagare la terapia e ha aumentato le consulenze. Anna Maria è una delle sette persone che ci ha aiutato a comporre un mosaico di come la pandemia ha cambiato la vita di tutti quei lavoratori che non hanno un contratto a tempo indeterminato, che navigano in un mare di incertezze, che vivono esistenze professionalmente precarie.  

Come Lorenzo Righi, rider romano che vive a Bologna, e Assia Caiazzo, make-up artist che lavora nella moda e nella pubblicità. Nel 2019 Assia ha lasciato una grande compagnia che produce prodotti di bellezza con cui aveva un contratto a tempo indeterminato, ha aperto la partita iva e ha iniziato a lavorare come freelance. “Ho pensato di aver sbagliato tutto, che non ce l’avrei fatta a superare la pandemia” racconta con sconforto denunciando il gioco al ribasso delle grandi società: “Di fatto c’è in corso una guerra tra poveri: le paghe sono più basse rispetto al passato perché dopo un anno di pandemia siamo in difficoltà e alcuni accettano qualsiasi cifra pur di lavorare”.  

ASCOLTA IL PODCAST

Ascolta ““Vite”. Otto voci per otto r-esistenze” su Spreaker.

Tra coloro che sono riusciti a rendere più visibile le difficoltà attraversate ci sono i lavoratori dello spettacolo. Emilio Stella è un cantautore romano, ha fatto anni di gavetta nei locali e nelle piazze della capitale con alcuni concerti anche fuori dai confini del …

Prigionieri civili ucraini in Russia: un destino in bilico

Migliaia di cittadini ucraini sono stati fatti prigionieri dalle forze russe. Non possono comunicare con avvocati e familiari, non hanno possibilità di ricorrere in appello o di essere oggetto di scambi di prigionieri. Quale sarà il loro destino?

popolo kurdo manifestazione

La Turchia non smette di perseguitare il popolo kurdo

In regimi come quello turco le minoranze subiscono numerosi tipi di persecuzione, e sono costrette a vivere in povertà e in condizioni precarie. Yilmaz Orkan, responsabile di Uiki-Onlus – Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia, racconta in questa intervista i tanti aspetti dell’oppressione strutturale esercitata storicamente dai governi turchi nei confronti del popolo kurdo. Un’oppressione dai tratti ancora più feroci negli ultimi decenni: Erdoğan sta facendo di tutto per rendere il Kurdistan una terra invivibile.

In Uganda i profughi si sentono molto più accolti che in Europa

Un tempo l’Uganda era un Paese di transito lungo le rotte migratorie. Chi emigrava dal sud dell’Africa verso Europa e Stati Uniti non avrebbe mai immaginato di trovare lì una nuova patria. Ma grazie ad accorte politiche d’integrazione, che sostanzialmente equiparano gli stranieri ai cittadini locali, il Paese centrafricano ha costruito un sistema modello per l’accoglienza.