Turismo, patrimonio, lavoro: un circolo che da vizioso deve diventare virtuoso

Una riflessione sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sul turismo a partire da Roma.

Sabato 29 giugno 2019, giorno di apertura gratuita del Colosseo per la festività dei santi Pietro e Paolo. Negli ultimi giorni la temperatura ha superato spaventosamente le medie stagionali, e il caldo è opprimente in questa vallata senza ombra tra l’Oppio e il Palatino dove, inaugurato nell’80 d.C., Vespasiano e i suoi figli Tito e Domiziano hanno costruito l’anfiteatro Flavio nel bacino del lago artificiale su cui, prima dell’avvento della loro gens, si affacciavano gli ariosi padiglioni e i ninfei della Domus Aurea.

È questa, infatti, l’area che dopo l’incendio del 64 d.C. Nerone aveva sottratto alla città per erigere la sua lussuosa villa privata; dopo pochissimi anni, però, il delirio paranoico del giovane imperatore e le trame politiche dei suoi nemici lo avevano condotto allo scacco: dichiarato «nemico del popolo» dal Senato e inseguito dagli uomini di Galba, nel giugno del 68 Nerone si era rifugiato con alcuni fedelissimi nella tenuta di campagna del liberto Faonte, e qui s…

Giù le mani dai centri antiviolenza: i tentativi istituzionalisti e securitari di strapparli al movimento delle donne

Fondamentale acquisizione del movimento delle donne dal basso, per salvarsi la vita e proteggersi dalla violenza soprattutto domestica, oggi i centri antiviolenza subiscono una crescente pressione verso l’istituzionalizzazione e l’irreggimentazione in chiave securitaria e assistenzialista. Tanto che ai bandi per finanziarli accedono realtà persino sfacciatamente pro-patriarcali come i gruppi ProVita o altre congreghe di tipo religioso.

Contro l’“onnipresente violenza”: la lotta in poesia delle femministe russe

Una nuova generazione di femministe russe, oggi quasi tutte riparate all’estero dopo l’inizio dell’invasione in Ucraina, sta svelando attraverso un nuovo uso del linguaggio poetico il trauma rappresentato per le donne dalla violenza maschile, all’interno di una società patriarcale come quella russa che, con il pieno avallo dello Stato, ritiene lo spazio domestico e chi lo abita soggetti al dominio incontrastato dell’uomo. La popolarità della loro poesia e del loro impegno testimonia la reattività della società russa, nonostante la pesante militarizzazione.