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Democrazia, maggioranze e governabilità: la regola di Condorcet e il caso italiano

La soluzione al problema dell’assenza di una maggioranza in società fortemente conflittuali andrebbe cercata non nell’adozione di un sistema elettorale che garantisca comunque una maggioranza, ma nell’adozione di procedure parlamentari che consentano di governare efficacemente anche in assenza di una maggioranza.

L’eventualità della assenza di una maggioranza stabile in Parlamento è un problema molto serio per i politologi (e per i politici), sia dal punto di vista positivo che da quello normativo. E naturalmente questo problema diventa particolarmente grave quando nel paese non esiste una coalizione maggioritaria di opinioni, ovvero, semplificando un po’, quando un’elezione proporzionale non produrrebbe una maggioranza sufficientemente omogenea per governare in modo efficace. Alcuni hanno suggerito, e suggeriscono, di risolvere questo problema adottando un sistema elettorale che produca comunque una maggioranza, vincolando opportunamente le scelte degli elettori. Ma se la società è complessa e articolata questo approccio è rischioso, e lo è tanto di più quanto più la società è divisa (su ciò torneremo). 

La creazione di maggioranze artificiali dovrebbe essere non una prassi corrente, ma una extrema ratio emergenziale da adottare in assenza di altre alternative. Qui suggerisco che la soluzione del problema della possibile assenza di una maggioranza in società fortemente conflittuali andrebbe cercata non tramite l’adozione di un sistema elettorale che garantisca comunque una maggioranza, ma tramite l’adozione di procedure parlamentari che consentano di governare efficacemente anche in assenza di una maggioranza. A un possibile esempio, dotato di basi teoriche molto solide, è dedicato questo articolo. 

Maggioranza ed elezione di un Parlamento 

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Marie Curie, donna e scienziata tra impegno e libertà

Novant’anni fa moriva Marie Curie, la più importante scienziata del Novecento. Nata in Polonia come Maria Salomea Skłodowska, assunse il nome di Marie Curie in seguito al suo trasferimento in Francia e al matrimonio con Pierre Curie, con cui condivise una straordinaria avventura umana e scientifica. Prima donna ad aver insegnato alla Sorbona e due volte premio Nobel, ha vissuto la sua vita con la convinzione dell’importanza della cultura quale fattore di miglioramento dell’individuo e della società.

Il Civil Rights Act compie sessant’anni: breve storia di un secolo di lotte

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Enrico Berlinguer, conoscerne il pensiero oltre il mito depoliticizzato

Il santino propagandato da media mainstream e conosciuto dalle nuove generazioni è un Enrico Berlinguer dimezzato: ricordato per la sua capacità di creare empatia e connessione sentimentale con un “popolo della sinistra” oramai sempre più rarefatto, ma sostanzialmente depoliticizzato perché espunto da quella tradizione comunista alla quale Berlinguer si rifece, in modo innovativo e creativo, per tutta la sua esistenza, convinto che andasse cercata una via nuova al socialismo e al superamento dell’oppressione capitalistica sull’umanità e sul Pianeta.