Come il Partito Repubblicano è diventato il punto di riferimento degli antiabortisti americani

La Corte Suprema Usa ha recentemente privato le donne texane del diritto all’aborto. All’origine di questa decisione, lo stretto legame tra giurisprudenza e politica americana e il riposizionamento del Partito Repubblicano, passato nel corso degli anni dal sostegno alla completa opposizione all’interruzione di gravidanza.

Come noto, da mercoledì primo settembre, nello stato del Texas, è diventato sostanzialmente illegale praticare qualunque tipo di interruzione di gravidanza dopo sei settimane dal momento del concepimento.

Si tratta di un duro colpo per i diritti riproduttivi delle donne negli Stati Uniti, probabilmente il più importante attacco alla libertà di scelta sull’aborto in 48 anni.

La legge era stata confermata a maggio dal Governatore del Texas Greg Abbott, ed è entrata in vigore il primo settembre, dopo che la Corte suprema statunitense ha deliberato con cinque voti favorevoli e quattro contrari.

Nonostante la dubbia costituzionalità e il rischioso precedente, per i repubblicani si tratta di un importante successo strategico.

Molti Stati “rossi” avevano già provato a passare leggi che interferissero con il diritto all’interruzione di gravidanza, ma finora vi avevano solo posto degli ostacoli logistici – nella maggior parte dei casi attraverso la limitazione del numero di cliniche disponibili. La vera rivoluzione, se così vogliamo chiamarla, sta nella inaspettata decisione della Corte suprema.

Durante il XX secolo, quest’ultima ha avuto un ruolo fondamentale come arbitro nel determinare l’eguaglianza dei cittadini statunitensi agli occhi della legge. Tuttavia, le nomine dei suoi singoli membri – che ricoprono il loro ruolo a vita – sono sempre state un fatto puramente politico.

Quando un giudice della Corte viene a mancare o decide di ritirarsi, il Presidente in carica nomina un nuovo candidato, che viene poi approvato dalla Camera e dal Senato – a loro volta il risulta…

Moneta e mercato prima del capitalismo. La lezione di Marc Bloch

Per gentile concessione dell’editore Mimesis, pubblichiamo l’introduzione al libro “Lineamenti di una storia monetaria d’Europa” di Marc Bloch, tra i massimi studiosi del Medioevo. Un gigante non solo della storiografia, ma del pensiero e della lotta per la libertà, come dimostra la sua morte per mano nazifascista.

Biennale Teatro 2024, intervista ai direttori artistici Stefano Ricci e Gianni Forte

La Biennale Teatro 2024, in programma dal 15 al 30 giugno 2024, è la quarta e ultima diretta da Stefano Ricci e Gianni Forte (in arte ricci/forte). Ripercorrere le tre precedenti edizioni da loro dirette e fornire anticipazioni su quella che si appresta a iniziare ci fornisce anche il pretesto per una riflessione a 360° sul teatro, la comunicazione e l’arte nel mondo contemporaneo.

Never forget 1984: l’India a 40 anni dal massacro sikh

Nel giugno del 1984 veniva lanciata in India contro il movimento indipendentista sikh l’operazione “Blue Star”, che portò a migliaia di morti. La reazione condusse all’omicidio del premier Indira Gandhi per mano delle sue guardie del corpo, proprio di origine sikh. Ne seguirono in tutta l’India veri e propri pogrom contro questa minoranza, verso la quale l’attuale governo indiano continua ad avere un atteggiamento ambiguo. Minoranza che ci è più vicina di quanto sembra, data la presenza in Italia di numerosi suoi membri, impiegati nel settore agricolo e in quello dell’allevamento.