Qualcuno tocchi Caino. I femminicidi e l’indulgenza verso i colpevoli

Per fermare le violenze contro le donne occorrono sanzioni rigorose, un segnale forte per dire: questi reati sono intollerabili. La repressione senza prevenzione è ingiusta, ma la prevenzione senza repressione è incompleta.

La redazione di MicroMega mi ha invitato a intervenire sul tema dei femminicidi, a partire da un articolo di Simona Argentieri pubblicato su MicroMega+. Confesso che mi fa piacere essere stato chiamato, in quanto uomo, a intervenire su un tema sul quale la parola deve essere innanzitutto quella delle donne.


Faccio due premesse. La prima è che io mi considero di sinistra, molto di sinistra. E giudico lontano da me chi fa finta di chiedersi dove sia la destra e dove la sinistra: una domanda, inaugurata in maniera sciagurata da Gaber, che segnala, più ancora di un green pass, la provenienza di chi la formula. Infatti, a mio parere, chi si pone una domanda del genere è evidentemente una persona di destra che vuole confondere le acque. Le mie posizioni coincidono completamente con quelle della rivista, soprattutto per quanto riguarda l’aborto – pensiamo al recente, violentissimo attacco del Vaticano in rapporto a un tema che, anche in questo caso, dovrebbe riguardare soltanto le donne – o l’eutanasia. Su questi argomenti le differenze tra le diverse posizioni in campo in realtà sono poche, anzi si riducono a una sola: quella fra chi vuole imporre agli altri la propria opinione, e quella di chi vuole che ciascuno decida per sé. L’equivalente simmetrico di un antiabortista o di chi è contro l’eutanasia, dunque, non sono io, che predico la libertà di scelta, ma semmai qualcuno che, come in qualche racconto distopico alla Margaret Atwood, vorrebbe imporre l’aborto o l’eutanasia agli altri.

La seconda premessa, e qui vengo alla questione dei femminicidi, è che concordo completamente con quanto sostenuto da Simona Argentieri nel suo scritto, in particolare sulla necessità di rovesciare il modello patriarcale delle relazioni fra uomini e donne, iniziando per esempio a introdurre nelle scuole ore di educazione sessuale e di educazione alla parità, magari in sostituzione dell’ora di religione. Si tratta di una necessità espressa da anni dal movimento femminista, e che ispira anche gran parte di quella che viene chiamata “cancel culture” (a questo proposito, un inciso sulla statua dedicata a Montanelli: io penso che la statua non gliela avrebbero proprio dovuta fare, e che comunque il rosa di cui l’hanno ricoperta qualche anno fa le femministe la rende molto più bella di quel che è). Alla consapevolezza che sia urgente e necessario smantellare il sistema patriarcale io sono arrivato anche grazie a una moglie e a una figlia profondamente impegnate, che mille volte mi hanno segnalato atteggiamenti maschilis…

Fascismo e berlusconismo

Silvio Berlusconi non è il nuovo Benito Mussolini. E il suo governo è molto diverso da quello fascista. Ma ciò non deve rassicurare. Del fascismo il berlusconismo è l’equivalente funzionale e postmoderno, fondato sulla ‘legalizzazione’ del privilegio e sul dominio dell’immagine. I suoi modelli sono Putin e Gheddafi, e ancor più il Mackie Messer di Bertolt Brecht e il Grande Fratello di George Orwell.

Soumahoro: “Federare gli invisibili, ridare rappresentanza alle lotte”

Nella quarta puntata di “La politica che (non) c’è” MicroMega ha intervistato Aboubakar Soumahoro, tra i fondatori di Invisibili in movimento. “Oggi la politica è a un bivio. Guardare nel disagio sociale solo un possibile consenso elettorale oppure impegnarsi per cambiare le condizioni del presente?”.

Quirineide. Elezioni, congiure, lotte di potere

Le elezioni presidenziali negli anni sono state lo specchio politico delle lotte di potere. E il ruolo del capo dello Stato ha allargato sempre più i limiti della sua azione. Alla vigilia di una delle votazioni più delicate della storia repubblicana, ripercorriamo le vicende dei dodici inquilini del Quirinale.