MicroMega+, la presentazione del numero del 31 dicembre 2021

Con contributi di Fausto Carmelo Nigrelli, Silvano Fuso, Sofia Belardinelli, Massimo Baldacci, Raffaele Carcano, Elisabetta Grande.

Redazione

La fine dell’anno è sempre momento propizio per fare bilanci e indicare possibili prospettive per il futuro. MicroMega non si sottrae a questo “compito” e vi dedica due numeri della newsletter che state leggendo, questo e quello del 7 gennaio.

Questa settimana cominciamo con una riflessione sul futuro dei piccoli e grandi centri, alla luce dei due anni di pandemia, con Fausto Carmelo Nigrelli che nel saggio “Là dove c’era l’erba… Riprogettare le città a partire dai bambini” invita a sposare lo sguardo dei più piccoli per pensare gli insediamenti urbani del futuro.

Pandemia, scienza e società”è il titolo dell’intervento di Silvano Fuso il quale illustra come la pandemia da un lato abbia fatto riscoprire l’importanza della scienza dall’altro abbia mostrato in maniera abbastanza palese la diffusa e profonda ignoranza di cosa la scienza sia e di come operi. Impareremo la lezione? Si comprenderà finalmente la necessità di impegnarsi attivamente contro il diffuso analfabetismo scientifico?

Alla crisi ambientale – una delle concause della crisi pandemica che viviamo – è dedicato il saggio di Sofia Belardinelli (“L’Italia e l’appuntamento mancato con gli impegni per il clima”) in cui l’autrice spiega come al nostro Paese non manchi nulla in termini di conoscenze e risorse per invertire la rotta in materia di lotta al cambiamento climatico: l’unica a mancare colpevolmente all’appello sembra essere la volontà politica.

Sul futuro della scuola, stretta da un lato dalla crisi pandemica e dall’altro dalla sua trasformazione in senso neoliberista, riflette invece Massimo Baldacci nel suo intervento dal titolo “La scuola: bilanci e prospettive”.

Alla non rosea situazione in cui versa la laicità, in Italia e non solo, è dedicato l’approfondimento di Raffaele Carcano (“La laicità è a rischio di sopravvivenza?”) che mette in luce come nella migliore delle ipotesi essa rischi di andare incontro a una profonda trasformazione di significato che la renderà irrilevante; nella peggiore, difficilmente si potrà anche solo continuare a discettarne.

Tra gli avvenimenti di questo 2021 che resteranno impressi nella memoria collettiva c’è sicuramente il rovinoso ritiro statunitense dall’Afghanistan. A partire da esso, Elisabetta Grande (“L’egemonia statunitense a un bivio. Un declino irreversibile?”) traccia un quadro del declino americano, che non è solo militare, bensì sociale, culturale e istituzionale.

Buona lettura! E, nonostante tutto, buon anno nuovo!

Mani che curano: il lavoro delle “badanti” sfruttato e segregato

Il lavoro delle “badanti”, così chiamate con termine inadeguato e sminuente, è solo una delle sfaccettature di un fenomeno di sfruttamento e segregazione delle donne straniere, che affonda le radici negli anni Ottanta quando è cominciata la privatizzazione del lavoro di cura che, oggi, si regge quasi esclusivamente sulla disponibilità di forza lavoro migrante a basso costo.