MicroMega+, la presentazione del numero del 7 gennaio 2022

Redazione

Apriamo questo secondo numero speciale di MicroMega+ incentrato su bilanci e prospettive per il futuro (qui trovate il primo) con un articolo di Nicoletta Dentico (“Covid e vaccini: le colpe dei governi e la tirannia di Big Pharma”) che denuncia come il deficit di solidarietà internazionale e l’apartheid sanitario nella distribuzione dei vaccini tra nord e sud del pianeta rischino di rendere impossibile la sconfitta della pandemia.

Dal lavoro all’istruzione, dall’assistenza sociale alla previdenza, dalla salute all’abitazione: tutte le statistiche denunciano l’inarrestabile regresso dei diritti sociali nel nostro Paese. Emblematica in tal senso – come evidenzia Francesco Pallante (“Una riforma fiscale all’insegna dell’ingiustizia sociale”) – è la riforma fiscale voluta dal governo, una misura classista che aggrava l’imperante ingiustizia fiscale.

Senza strategia, disunita, fragile, irrilevante. Nonostante la ripresa economica, la situazione attuale dell’Europa – imprigionata dentro le sue stesse rigide e superate regole, tutte da riscrivere – è caotica e confusa. E il suo futuro politico appare grandemente incerto. L’analisi di Enrico Grazzini: “A 30 anni da Maastricht l’Unione Europea naviga a vista senza meta”.

Violenza di genere, disoccupazione, diritto all’aborto: nell’articolo “2021: per le donne, quale bilancio?Maria Concetta Tringali fa il punto su un anno di accese battaglie che segnano per tutte le donne d’Italia e del mondo la lunga strada verso la parità.

Da 43 anni la 194 è costantemente sotto attacco e l’emergenza sanitaria ha acuito le difficoltà di accesso all’interruzione volontaria di gravidanza. Per Anna Pompili (Aborto: diritto alla salute o diritto all’autodeterminazione? Dalla pandemia alle proposte per una nuova legge”) è tempo di discutere una nuova legge, non più ipocrita e stigmatizzante, che riconosca il pieno diritto di cittadinanza per tutte le donne.

Come affrontare il fenomeno, sempre più precoce, della dipendenza dei ragazzi dalla pornografia online? Invece di vietare il porno, rendendolo solo più arrapante – unico merito imperituro della morale confessionale – l’invito di Mauro Barberis è di provare a fare il contrario e di insegnarlo a scuola: “Una modesta proposta: l’ora di pornografia”.

Buona lettura!

2 risposte

  1. Mi sono abbonato due settimane fa e non riesco ancora a capire come funziona. Non ho ricevuto nessuna newsletter, non mi avete mandato le credenziali e non so cosa fare. Se non ricevo informazioni chiedo il rimborso della quota versata

  2. Anche oggi ho provato con le mie credenziali. Non riesco ad entrare in MM+ pur eseendomi abbonato

I commenti sono chiusi.

MicroMega+ del 12 aprile 2024

Con contributi di: Micol Meghnagi, Mosè Vernetti, Erin Axelman, Sam Eilertsen, Eszter Kováts, Fabio Bartoli, Marco Mondini, Roberto Rosano, Giulia Innocenzi, Giovanni Fava e Matteo Pasquinelli.

A Hebron è in vigore l’oppressione permanente dei palestinesi

Dalle punizioni collettive alle tecniche di sorveglianza e riconoscimento facciale,  passando per le “sterilizzazioni” delle strade dalla presenza palestinese come le chiamano i soldati, ogni “misura temporanea di sicurezza” che istituzioni e coloni israeliani testano su Hebron diventa poi uno strumento d’oppressione permanente imposto sull’intera Cisgiordania. Per usare le parole di Issa Amro, leader della resistenza non violenta nella regione, Hebron è il “laboratorio dell’occupazione”.

“Israelism”, la rivolta dei giovani ebrei negli USA contro l’indottrinamento sionista

Il film di Sam Eilertsen ed Erin Axelman “Israelism”, proiettato recentemente in Italia, racconta il processo di presa di coscienza di una intera generazione di ebrei americani cresciuti fin da bambini in un ambiente di ferreo indottrinamento al culto di Israele e alla propaganda sionista. Finché molti di loro, confrontandosi con la realtà dei palestinesi attraverso viaggi sul posto o nei campus universitari, non capiscono di essere stati spinti ad annullare la loro ebraicità nella fede cieca in un progetto etnonazionalista.