Sodano era ai vertici della lobby gay in Vaticano? Parla Frédéric Martel

La guerra contro la Teologia della Liberazione e il comunismo. L’amicizia con Pinochet. La copertura degli abusi sessuali dei preti pedofili. La figura del cardinale Angelo Sodano, recentemente scomparso, e le ombre della Chiesa cattolica in un’intervista al sociologo francese, autore di “Sodoma” (Feltrinelli).

Chi era Angelo Sodano?

Angelo Sodano era un diplomatico di lungo corso diventato un mostro! Il “primo ministro” (segretario di Stato) di Giovanni Paolo II è stato l’uomo più potente in Vaticano negli anni Novanta e Duemila. “Ministro” degli Affari esteri del papa, braccio destro di Giovanni Paolo II e poi di Benedetto XVI, decano dei cardinali, Sodano ha cumulato funzioni come pochi uomini di Chiesa prima di lui. E al potere – molto potere – sono seguiti gli abusi.

Come inizia la sua carriera?

La carriera di Sodano, un piemontese, uomo dalle spalle larghe, cosa che contrastava con la sua natura molto effeminata e il suo amore per i merletti, è una linea retta. Una linea retta puntata verso l’estrema destra. Suo padre era un deputato della Democrazia cristiana. Forse per sfuggire a qualche demone, viene ordinato sacerdote all’età di 23 anni. Nasconde bene il suo gioco e non dichiara mai le sue ambizioni. È un tipo silenzioso. Gli piace gironzolare sul campo, soprattutto in America Latina, dove gli vengono affidati i primi incarichi e ha tanti amici. Viene notato da papa Paolo VI, quando, tornato a Roma, si occupa dei Paesi comunisti presso la segreteria di Stato, e ottiene così la nomina a nunzio in Cile nel 1977. Vi rimarrà dieci anni, dal marzo 1978 al maggio 1988.

È stato un buon diplomatico?

Sodano era un anticomunista viscerale con modi da bolscevico! Da nunzio in Cile, conduce una vera e propria guerra contro la Teologia della Liberazione e, a partire da questa base, in Messico, Perù e, poco a poco, in tutta l’America Latina. I suoi nemici sono alcuni preti cattolici: Gustavo Gutiérrez, Oscar Romero, Leonardo Boff, Frei Betto. La cosa strana è la radicalizzazione di Sodano: arriva centrista e finisce quasi fascista! Durante gli anni Ottanta, il nunzio si avvicina alle correnti più estremiste del cattolicesimo e inizia a combattere la sinistra radicale cattolica. Sodano chiude addirittura gli occhi quando la dittatura di Pinochet fa arrestare sacerdoti accusati di attività sovversive; da Roma, più avanti, orchestrerà l’emarginazione di tutti i vescovi di sinistra in Spagna e in America Latina. Alcuni preti di sinistra verranno assassinati senza che Sodano muova critiche pubbliche.

Tuttavia Sodano è stato anche uno degli uomini che ha accompagnato il grande progetto di caduta del comunismo in Polonia di Giovanni Paolo II. Sotto questo aspetto è stato un grande diplomatico anche se la caduta del muro di Berlino precede il suo incarico romano. Dal Cile ha comunque fornito aiuti sostanziali, principalmente finanziari.

Aiuti finanziari?

Sì, è uno dei segreti meglio custoditi del Vaticano ai tempi di Giovanni Paolo II e, paradossalmente, una delle chiavi di lettura di alcuni casi di pedofilia. Sappiamo oggi con certezza che i Legionari di Cristo di Marcial Maciel in Messico, ma anche, forse (perché non abbiamo informazioni) il dittatore Pinochet tramite il sacerdote cileno Fernando Karadima, nonché un certo cardinale Lopez-Trujillo in Colombia (in buoni rapporti con i paramilitari colombiani), hanno aiutato finanziariamente Roma a combattere il comunismo. Si stima che i soldi trasferiti dall’America Latina agli avamposti dissidenti nella Germania dell’Est o alle c…

A Hebron è in vigore l’oppressione permanente dei palestinesi

Dalle punizioni collettive alle tecniche di sorveglianza e riconoscimento facciale,  passando per le “sterilizzazioni” delle strade dalla presenza palestinese come le chiamano i soldati, ogni “misura temporanea di sicurezza” che istituzioni e coloni israeliani testano su Hebron diventa poi uno strumento d’oppressione permanente imposto sull’intera Cisgiordania. Per usare le parole di Issa Amro, leader della resistenza non violenta nella regione, Hebron è il “laboratorio dell’occupazione”.

“Israelism”, la rivolta dei giovani ebrei negli USA contro l’indottrinamento sionista

Il film di Sam Eilertsen ed Erin Axelman “Israelism”, proiettato recentemente in Italia, racconta il processo di presa di coscienza di una intera generazione di ebrei americani cresciuti fin da bambini in un ambiente di ferreo indottrinamento al culto di Israele e alla propaganda sionista. Finché molti di loro, confrontandosi con la realtà dei palestinesi attraverso viaggi sul posto o nei campus universitari, non capiscono di essere stati spinti ad annullare la loro ebraicità nella fede cieca in un progetto etnonazionalista.

Basta con le Identity politics: non conta se sei oppresso ma se combatti l’oppressione

Nella sinistra postmoderna il discorso sull’oppressione tende a ridursi al punto di vista della vittima. Gli oppressi vengono collocati all’interno di un gruppo indifferenziato la cui unica cifra è l’oppressione stessa. Questo atteggiamento porta ai giudizi ad hominem, poiché non contano tanto le idee ma la posizione in cui si colloca chi le esprime: se non sei un oppresso, non puoi parlare di emancipazione. Se sei un “vecchio uomo bianco”, tenderai sempre e solo a voler mantenere i tuoi privilegi. Le discussioni su chi ha il diritto di parola dovrebbero però lasciare il posto alle discussioni su che cosa ha da dire.