Il caso Crosetto, un conflitto d’interesse dannoso per la democrazia

Con la nomina a ministro della Difesa di Guido Crosetto, uomo da lungo tempo attivo nel mondo dell’industria nazionale delle armi, c’è il rischio che a guidare le scelte su contratti e appalti delle forniture militari siano interessi diversi da quelli del Paese.

Il nuovo governo guidato da Giorgia Meloni è entrato in carica da pochissimi giorni, ma sta già facendo molto discutere per le scelte dei propri ministri. A far sorgere delle domande è in particolare la scelta effettuata per il Dicastero della Difesa, su cui aleggia l’ombra di un potenziale conflitto di interessi. A sedere a Palazzo Baracchini infatti è Guido Crosetto, cofondatore insieme a Meloni di Fratelli d’Italia, più volte deputato e uomo da lungo tempo attivo nel mondo della Difesa e dell’industria nazionale delle armi. Prima di essere nominato ministro, Crosetto ha ricoperto il ruolo di presidente di AIAD, un’associazione legata a Confindustria che cura gli interessi di quasi 200 aziende nel settore della difesa, della sicurezza e dell’aerospazio. Adesso dunque la stessa persona che interloquiva con il governo per portare avanti le istanze dell’industria bellica nazionale si troverà a scegliere quali contratti siglare e a quali aziende appaltare le forniture militari, con il rischio che a guidare queste scelte siano interessi diversi da quelli nazionali. Un’ipotesi che il nuovo ministro ha respinto in più sedi ma che continua ad essere alla base di una serie di inchieste giornalistiche uscite negli ultimi giorni.

Ma non è tutto. L’AIAD si esprime anche sulla scelta dei membri della delegazione italiana nel Nato Industrial Advisory Group (Niag), svolgendo pertanto il ruolo di intermediario tra le aziende nazionali e l’Alleanza a tutto vantaggio delle prime, che da un contratto con la Nato possono guadagnare miliardi di euro. Ufficialmente, a nominare i componenti del Niag è il ministero dello Sviluppo economico, ma la scelta avviene su indicazione del segretario generale dell’AIAD, che funge per l’appunto da garante degli interessi delle compagnie iscritte all’Associazione. Al momento l’incarico di Segretario è svolto da Carlo Festucci, uomo che ha condiviso per anni la gestione dell’AIAD con Crosetto nonché membro del consiglio di amministrazione della Entheos Worldwide srl, che vede tra i soci anche il figlio dello stesso Crosetto. Un dettaglio che fornisce maggiori informazioni sul legame non solo lavorativo, ma anche personale tra il nuovo ministro e il segretario dell’AIAD.

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