Un cielo destellato

Ci è ormai sconosciuta l’immensa, pazzesca presenza del cielo stellato incombente su di noi. Ci risulta persino difficile immaginare quanto la Via Lattea possa essere abbacinante in una notte limpida. Solo di rado ci capita di alzare gli occhi, ma quando anche lo facessimo, vedremmo solo pochissimi pallidi astri.

Se i tre Re Magi stessero viaggiando ora con i loro cammelli verso la stalla di Betlemme, quasi certamente si sarebbero già persi perché solo in pochi tratti del loro percorso avrebbero potuto seguire la stella cometa. E il bambin Gesù i suoi doni se li potrebbe anche sognare.

La stella cometa non l’avrebbero potuta seguire semplicemente perché per la maggior parte del tempo non l’avrebbero vista. Infatti un paradosso caratterizza la nostra società: è quella che dell’universo sa infinitamente di più di tutte le altre nella storia della nostra specie, è la prima che sa perché le stelle brillano, come funzionano, come nascono, invecchiano e muoiono, conosce il moto vorticoso di galassie invisibili all’occhio nudo e anche ai telescopi terrestri più potenti, ascolta (si fa per dire) il rumore di fondo propagato dall’origine dell’universo 15 miliardi di anni fa. Nello stesso tempo è la prima volta nella storia umana in cui solo pochissimi adulti saprebbero riconoscere perfino le stelle più luminose, e in cui la maggioranza dei bambini non ha mai visto il cielo stellato: dico maggioranza perché ormai vivono in area urbana più di 4 miliardi di umani, più di metà della popolazione mondiale. E nelle aree urbane l’illuminazione artificiale è talmente forte e diffusa che letteralmente “oscura le stelle”.

[È d’altronde questa una contraddizione che il moderno produce sempre più spesso. Nel momento in cui possiamo soddisfare il nostro desiderio di stare nudi al sole sulla spiaggia e prenderci la tintarella, il buco di ozono rende pericolosi e cancerogeni i raggi ultravioletti della nostra stella, portatori di melanomi. Quando infine possiamo soddisfare il nostro desiderio di pulizia e di silenzio olfattivo (eliminare gli odori), allora l’acqua diventa una risorsa rara. E così via.]

Ci è ormai sconosciuta l’immensa, pazzesca presenza del cielo stellato incombente su di noi. Ci risulta persino difficile immaginare quanto la Via Lattea possa essere abbacinante in una notte limpida. Solo di rado ci capita di alzare gli occhi, ma quando anche lo facessimo, vedremmo solo pochissimi pallidi astri.  A pensare che nel buio normale, senza luci, di una notte serena possiamo vedere a occhio nudo ben 6.000 corpi celesti, e quello più lontano che p…

Il maschilismo dei dati

La gran parte delle decisioni negli ambiti più disparati oggi viene presa a partire dai dati. Dati che però nella stragrande maggioranza riguardano solo ed esclusivamente gli uomini.

Le radici biologiche del linguaggio umano

Studiare da un punto di vista evolutivo il linguaggio umano è un’operazione estremamente complessa poiché, a differenza di altri tratti biologici, dipende da strumenti nervosi e anatomici che non fossilizzano e non lasciano tracce. Ma lo studio del canto degli uccelli ci fornisce un prezioso strumento comparativo per perseguire tale scopo.

La crisi della sinistra e il problema della proprietà

Abbandonando il tema del lavoro, la sinistra si è appiattita su posizioni monetariste e ha rinunciato anche ad affrontare propriamente il tema della proprietà. Riguardo quella pubblica, per allontanarsi dal nazionalismo comunista sovietico, ha osteggiato ogni forma di demanializzazione e nazionalizzazione dei beni e delle produzioni, favorendo privatizzazioni, svendite degli assets economici prioritari a tutto danno del Paese e a favore di grandi potenze multinazionali. Ma la gestione condivisa dei beni collettivi non può essere trasferita alla sfera privata.