Mentre Israele scivola nel totalitarismo, l’apartheid contro i palestinesi è sempre più feroce

Per la prima volta in tanti anni in Israele decine di migliaia di cittadini, sia di appartenenza ebraica sia arabo-israeliani, sono scesi in piazza per protestare contro il governo di Nethanyahu. E mentre il Paese scivola nel totalitarismo, l'apartheid contro i palestinesi si fa sempre più feroce.
apartheid contro i palestinesi

Nella rinnovata attenzione che negli ultimi giorni i mass media hanno riservato all’attentato terroristico a Gerusalemme rivendicato dalla Jihad islamica – i funerali delle vittime sono stati trasmessi in diretta sulla TV pubblica italiana – e agli attacchi dell’esercito israeliano a Jenin, nel territorio della Cisgiordania, la maggior parte dei cronisti ha mancato di riferire che questa ripresa delle ostilità belliciste avviene in un momento inedito per la società e per la politica israeliana: durante il mese di gennaio 2023, infatti, per la prima volta in tanti anni in Israele decine di migliaia di cittadini, sia di appartenenza ebraica sia arabo-israeliani, sono scesi in piazza per protestare contro il governo di Nethanyahu e, in misura minore, per denunciare l’apartheid contro i palestinesi.

Un governo di estrema destra e un Paese che scivola nel totalitarismo
Nel corso di due settimane le persone hanno riempito le piazze a Tel Aviv, Gerusalemme, Haifa e in altri centri contro quello che è stato definito “il governo più di destra della storia d’Israele” e in particolare contro la riforma della giustizia intentata dal ministro Yariv Levin e fortemente appoggiata dal capo del Governo, oltre che dai suoi alleati. Se dovesse andare in porto, conferirebbe al Parlamento un aumentato potere di nominare e rimuovere giudici, e l’inedita possibilità di bloccare le decisioni dei giudici della Corte Suprema, sottomettendo in questo modo lo svolgimento del potere giudiziario alla volontà della maggioranza politica. Laddove oggi è invece la Corte Suprema che svolge funzione di garanzia rispetto all’eventualità che leggi proposte dalla maggioranza politica siano in contrasto con altr…

Cannes 2024: lontano dal red carpet, i 10 film da non perdere

Nonostante i media diano più spesso spazio a quanto avviene sul red carpet, il Festival di Cannes rimane soprattutto cinema. Un cinema fatto anche di tanti gioielli che spesso sfuggono dai radar e che proprio per questo vi segnaliamo qui, con tanto di titoli, autori, trame e trailer.

Olga Karach, riscoprire il senso della lotta bielorussa per la democrazia

Cresce il numero di persone che dalla Bielorussia di Aleksandr Lukašenka fugge all’estero, con il risultato che buona parte dell’opposizione che spera in un cambiamento democratico si trova nei Paesi baltici, in Polonia o in altre nazioni europee, da dove prosegue la lotta per il rispetto dei diritti umani e per la fine del regime. È anche il caso di Olga Karach, candidata al Nobel per la Pace e vincitrice del premio Langer, che si occupa di sostenere i disertori bielorussi e in generale la diaspora del suo popolo.