MicroMega+, il numero speciale del 24 febbraio 2023: un anno di guerra in Ucraina

Con contributi di: Konstantin Skorkin, Armen Aramjan, Maurizio Delli Santi, Marco Rizzo, Silvano Fuso, Christian Ruggiero.

Redazione

MicroMega+ 24 febbraio 2023

A un anno esatto dall’inizio dell’invasione su larga scala intrapresa dal regime di Vladimir Putin sul territorio ucraino, dedichiamo questo numero della nostra newsletter ad articoli di approfondimento su diversi aspetti della vicenda bellica. Ecco cosa puoi trovare su MicroMega+ questa settimana:

Dalle pagine di Meduza, uno dei giornali messi fuori legge dal regime russo, in questa traduzione esclusiva per l’Italia Konstantin Skorkin racconta la storia del separatismo nel Donbas, premessa dell’invasione su larga scala. Fu la rivoluzione arancione nel 2004, spiega lo studioso, a spaventare molto Putin convincendolo che bisognava unire le forze con le élite della regione e impedire a tutti i costi il passaggio dell’Ucraina nella sfera d’influenza occidentale.

In Russia esiste, dai tempi dell’Unione Sovietica, una tradizione nei tribunali: il discorso di autodifesa degli imputati. Sergei Bondarenko dell’associazione Memorial – premio Nobel per la pace 2022 – insieme a Giulia De Florio di Memorial Italia hanno raccolto in un libro, pubblicato da edizioni E/O, alcuni dei discorsi pronunciati negli ultimi anni da condannati per opinioni politiche sotto il regime di Putin. Pubblichiamo in esclusiva per MicroMega+ il discorso di Armen Aramjan, giovane redattore della rivista studentesca indipendente DOXA, messa fuorilegge in Russia, che nel suo discorso al giudice rivolge un appello ai giovani di tutta la Russia: sfidare la paura, unirsi nella solidarietà per rivoltarsi contro il regime.

La guerra in Ucraina si prevede ormai lunga, di attrito o di logoramento. Per sperare in un percorso di pace, scrive Maurizio Delli Santi, bisogna far prevalere le esigenze dell’umanità intera sugli interessi della geopolitica. È necessario riportare il tema di un nuovo ordine internazionale al centro del dibattito innanzi alla Assemblea Generale delle Nazioni Unite, oggi munita dei poteri di sindacare e, se vuole, anche di superare i veti del Consiglio di Sicurezza.

Un anno di guerra è stato anche un anno di racconto della guerra, fra vecchie abitudini e nuovi equilibri, scrive Christian Ruggiero nella sua analisi dei linguaggi mediatici che vediamo all’opera nel racconto della guerra, e le tendenze più significative emerse con la vicenda bellica ucraina. Fra i linguaggi più interessanti c’è sicuramente il fumetto, di cui ci parla Marco Rizzo: il conflitto in Ucraina è solo l’ultimo tra i tanti narrati attraverso le tavole di una graphic novel, con racconti reali o immaginari. Eppure in questa guerra il fumetto ha acquisito un peso in più, raro e importante: a parlare, o meglio a disegnare, sono stati infatti i testimoni diretti.

Chiudiamo questo numero speciale con una riflessione di Silvano Fuso sul rapporto contraddittorio fra scienza, guerra e pace che la storia delle armi nucleari, in particolare, ci mette davanti. La storia del rapporto fra gli scienziati e la guerra è infatti una storia di grandi conflitti di coscienza, costellata di battaglie pacifiste radicali. Gli stessi scienziati che contribuirono alla produzione delle prime armi nucleari furono ardenti sostenitori della pace, e per tutta la vita si impegnarono nella causa del disarmo.

È tutto per questo numero di MicroMega+. Ci auguriamo che le letture siano di tue interesse.

Grazie e a presto dalla redazione

MicroMega+ del 12 aprile 2024

Con contributi di: Micol Meghnagi, Mosè Vernetti, Erin Axelman, Sam Eilertsen, Eszter Kováts, Fabio Bartoli, Marco Mondini, Roberto Rosano, Giulia Innocenzi, Giovanni Fava e Matteo Pasquinelli.

A Hebron è in vigore l’oppressione permanente dei palestinesi

Dalle punizioni collettive alle tecniche di sorveglianza e riconoscimento facciale,  passando per le “sterilizzazioni” delle strade dalla presenza palestinese come le chiamano i soldati, ogni “misura temporanea di sicurezza” che istituzioni e coloni israeliani testano su Hebron diventa poi uno strumento d’oppressione permanente imposto sull’intera Cisgiordania. Per usare le parole di Issa Amro, leader della resistenza non violenta nella regione, Hebron è il “laboratorio dell’occupazione”.

“Israelism”, la rivolta dei giovani ebrei negli USA contro l’indottrinamento sionista

Il film di Sam Eilertsen ed Erin Axelman “Israelism”, proiettato recentemente in Italia, racconta il processo di presa di coscienza di una intera generazione di ebrei americani cresciuti fin da bambini in un ambiente di ferreo indottrinamento al culto di Israele e alla propaganda sionista. Finché molti di loro, confrontandosi con la realtà dei palestinesi attraverso viaggi sul posto o nei campus universitari, non capiscono di essere stati spinti ad annullare la loro ebraicità nella fede cieca in un progetto etnonazionalista.