MicroMega+, il numero del 14 aprile 2023

Con i contributi di: Il’ja Jašin e Ol’ga Šorina, Fausto Pellecchia, Francesco Brusa, Bruno Cava, Helmut Ortner, Massimo Congiu.

Redazione

MicroMega+ del 14 marzo

Di cosa parliamo questa settimana su MicroMega+:

terza e ultima parte del dossier su Putin: la verità sul Boeing malese e chi comanda davvero in Donbas; la creazione di un nuovo fascismo russo; le visioni sulla Russia nella sua letteratura e le ricadute che hanno sulla guerra con l’Ucraina; vent’anni dal referendum ungherese d’adesione all’Ue; la pena di morte negli Stati democratici; la possibile creazione di una moneta unica del Mercosur, il mercato comune del Sudamerica.

ESCLUSIVA – “Putin. Guerra”: la verità sul Boeing malese e chi comanda davvero in Donbas
di Il’ja Jašin e Ol’ga Šorina
Proseguiamo con la pubblicazione della terza parte del dossier curato nel 2015 dall’oppositore del regime Boris Nemcov, poco prima di essere assassinato, e redatto dai suoi compagni Il’ja Jašin (attualmente condannato a otto anni e sei mesi di carcere per aver “diffuso informazioni false” sulle forze armate russe criticando la guerra in Ucraina) e Ol’ga Šorina. In questi ultimi capitoli si porta a galla la verità sull’abbattimento del boeing malese sui cieli dell’Ucraina orientale. Vengono inoltre delineati tutti i rapporti tra i leader delle forze separatiste del Donbas e il Cremlino, da cui ricevono gli ordini. Infine si analizza l’entità della catastrofe umanitaria in Donbas e le ricadute economiche che l’annessione della Crimea e la guerra sempre nel Donbas hanno sulla popolazione russa.

IL LIBRO – La “Z Generation” della Russia. Segnali di un fascismo a venire
di Francesco Brusa
Il libro dello storico e analista della realtà russa Ian Garner si concentra sulla creazione nel Paese di un “fascismo quotidiano”, alimentato non dai verticali sistemi di indottrinamento di massa del XX secolo ma da un pastiche postmoderno che mescola modalità tradizionali di formazione del consenso, intrattenimento di massa e propaganda social. Tutto inserito nel disegno di un regime che non vuole mobilitare il suo popolo ma renderlo apatico e soggetto all’accettazione passiva del suo “monopolio sulla realtà”.

– André Markowicz e le genealogie letterarie del conflitto in Ucraina
di Fausto Pellecchia
In riferimento all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, molte sono state le analisi sul versante della propaganda mediatica. Scarsa attenzione si è posta invece sulle posizioni di intellettuali e scrittori. Da questo punto di vista nel suo saggio E se l’Ucraina liberasse la Russia? lo scrittore e traduttore André Markowicz va a ritroso nel tempo e ricerca le cause del conflitto in atto proprio nelle visioni contenute nella letteratura russa, opponendo Dostoevskij a Čechov.

– L’Ungheria vent’anni dopo il referendum sull’adesione all’Ue
di Massimo Congiu
Sono passati vent’anni da quando, sotto il governo Medgyessy, il popolo magiaro si pronunciò a favore dell’entrata nell’Ue. In seguito all’effettiva adesione, la popolazione mostrò un entusiasmo superficiale e in sostanza passivo, percependosi come un membro entrante di second’ordine e perdendo inoltre presto le speranze per una conseguente crescita economica. I successivi governi Orbán hanno fatto il resto, inaugurando un braccio di ferro con Bruxelles che dura ancora oggi anche alla luce delle posizioni di Budapest sul conflitto in Ucraina.

– Quando a uccidere è lo Stato
di Helmut Ortner
La pena di morte continua a essere praticata non solo in regimi autoritari ma anche in alcune democrazie, Stati Uniti in testa. Le ragioni a favore della pena capitale non trovano però riscontro nei dati e stanno iniziando a perdere consensi, almeno nel mondo occidentale.

– Il lato sud della moneta
di Bruno Cava
Con il nuovo “allineamento” politico fra i governi di Brasile e Argentina, torna sul tavolo del dibattito politico l’idea di una moneta comune del Mercosur. Un progetto che ha davanti molte difficoltà da superare, ma che potrebbe anche schiudere interessanti prospettive.Hai perso le newsletter precedenti? Le trovi qui 
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Israele, la memoria dell’Olocausto usata come arma

La memoria dell’Olocausto, una delle più grandi tragedie dell’umanità, viene spesso strumentalizzata da Israele (e non solo) per garantirsi una sorta di immunità, anche in presenza di violenze atroci come quelle commesse a Gaza nelle ultime settimane. In questo dialogo studiosi dell’Olocausto discutono di come la sua memoria venga impiegata per fini distorti, funzionali alle politiche degli Stati, innanzitutto di quello ebraico. Quattro studiosi ne discutono in un intenso dialogo.

Libano, lo sfollamento forzato e le donne invisibili

La disuguaglianza di genere ha un forte impatto sull’esperienza dello sfollamento di massa seguito alla guerra nel Libano meridionale. Tuttavia, la carenza di dati differenziati rischia di minare l’adeguatezza degli aiuti forniti e di rendere ancora più invisibile la condizione delle donne, che in condizioni di fuga dalla guerra sono invece notoriamente le più colpite dalla violenza e dalla fatica del ritrovarsi senza casa e con bambini o anziani a cui prestare cure.