La frontiera dei confini

Non c’è niente di più mutevole di un confine. Non è una linea, non è una cosa, è un dispositivo socialmente costruito per generare un dentro e un fuori, e appunto perché costruito cambia, si sposta, scompare, riappare, producendo molto spesso sanguinose guerre, invenzioni architettoniche folli, dolore e morte.

Olimpiadi di Città del Messico, quando il Sessantotto entrò in pista e in pedana

55 anni fa si svolgevano le Olimpiadi di Città del Messico, quelle in cui il Sessantotto entrò anche in pista e in pedana. Gli atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos protestarono contro la discriminazione razziale, la ginnasta ceca Věra Čáslavská contro la repressione della Primavera di Praga. Tutti loro, tornati in patria, dovettero fronteggiare problemi e conseguenze per essere stati artefici di quegli atti di ribellione. Il tempo avrebbe riabilitato i coraggiosi atleti, consegnando le loro gesta sportive e il loro impegno politico e sociale alla storia, e non soltanto quella sportiva.

Intelligenza artificiale a scuola: la formattazione delle nuove generazioni

Nella cornice della riforma della scuola che prevede l’utilizzo dei fondi del PNRR per la tecnologizzazione invasiva del sistema scolastico, l’introduzione dell’Intelligenza artificiale a scuola è forse la novità che dovrebbe inquietare di più in assoluto, perché la simulazione dei processi mentali di apprendimento e pensiero rischia di privare gli studenti della possibilità di sviluppare le proprie capacità cognitive e di pensiero critico, in un ambiente che necessariamente è relazionale, fatto di rapporti umani, sentimentali, emotivi con altre persone. Il rischio è quello di produrre una infantilizzazione di massa delle nuove generazioni, rubando loro la possibilità di crescita.

L’uso didattico dell’Intelligenza artificiale è possibile

Fare un buon uso didattico dell’intelligenza artificiale è possibile? Forse sì, se cerchiamo di comprendere le nuove IA generative con un approccio critico e ponderato che vada oltre le valutazioni superficiali. Un quadro analitico rigoroso può servire da base per una discussione matura e costruttiva, indispensabile per governare, piuttosto che ostacolare, il progresso tecnologico nel contesto educativo.

“Capitalismo Woke”, le imprese all’assalto della democrazia

Assumendo su sé stesse le grandi cause sociali dell’epoca e infarcendo la loro comunicazione di “brand activism”, le grandi imprese capitalistiche dell’epoca perseguono uno scopo sinistro: quello di prendersi la democrazia. Incarnando di fronte ai consumatori ogni tipo di intento progressista mainstream, le aziende finiscono infatti per sostituire quel punto di riferimento dell’attivismo che dovrebbe essere la politica, basata sulla partecipazione attiva e non sul meccanismo del consenso/consumo.

Le profezie di Italo Calvino

A cento anni dalla nascita, di Italo Calvino possiamo valutare oggi la capacità profetica unica. Non ha mai sopravvalutato il capitalismo di casa sua, che conosceva meglio di quanto non lo conoscesse Pasolini, ma è stato un profeta delle trasformazioni del sapere, del processo di conoscenza che di continuo viene rinegoziato tra ciò che accade nella nostra mente interna, dovunque essa sia, e ciò che avviene nella grande mente esterna dell’universo, alla quale cerchiamo disperatamente di accedere. E ha previsto un mondo esterno che ci sorveglia e ci condanna, dove non ci si può più muovere, ogni angolo è affollato, anche per chi come Palomar sta cercando di compiere il gesto che tra tutti è il più semplice, quello di alzare gli occhi al cielo: il gesto fondatore dell’umanità.