Mac, 40 anni fa la rivoluzione del pifferaio magico Steve Jobs

Il 24 gennaio 1984 veniva lanciato sul mercato il Macintosh 128K, il primo dei Mac che avrebbero fatto la fortuna della Apple e creato il mito di Steve Jobs. Un mito che ha contribuito a creare e ad alimentare lui stesso, ricorrendo al suo principale talento: quello per il marketing.

GKN, l’ostinazione di una lotta che può cambiare tutto

GKN

La vicenda della fabbrica GKN in Toscana è una delle “cronache operaie” di questi anni più interessanti e ricche di speranza. Da un licenziamento in tronco alla decisione, attraverso un percorso unitario tenacemente difeso dai lavoratori e dalle lavoratrici, di occupare la fabbrica e di dare vita a una nuova linea produttiva, sottratta ai meccanismi capitalistici e riorientata all’idea di bene comune e di servizio alla collettività.

Ecuador, la necessaria e rischiosa guerra dello Stato ai narcos

Il Paese che negli anni Novanta era considerato l’unica oasi di pace nella costa del Pacifico latinoamericana oggi si è convertito nel più violento del Continente. Cosa è successo? Un reportage da Guayaquil per raccontare la “mala suerte” dell’Ecuador, che si è trovato all’incrocio fra il fallimento della versione locale del “socialismo del Ventunesimo secolo”, la crisi socio-economica e il bisogno dei cartelli della droga di trovare nuove rotte.

L’ultimo viaggio di Lenin, l’utopia della Leninesia: intervista a Francesco Pala

“L’ultimo viaggio di Lenin” di Francesco Pala, vincitore dell’ultima edizione del Premio Letterario Neri Pozza, segue le immaginifiche gesta di un gruppo di comunisti in fuga con la salma del leader per fondare la Repubblica della Leninesia, una nuova utopia comunista, mistico-esoterica, in grado di raggiungere il punto più alto: sconfiggere la morte. Abbiamo parlato con l’autore del romanzo.

L’eredità di Lenin, ovvero come in Ucraina si combatte (anche) per il senso della storia

Nel discorso che ha preceduto l’invasione su larga scala dell’Ucraina, Putin ha definito la nazione “un’invenzione di Lenin”. Quello stesso Lenin sulle cui statue, a partire dal 2013, gli ucraini si scagliano per cancellare l’eredità del passato sovietico. In Ucraina si combatte (anche) per il senso della storia e il leader bolscevico è diventato un simbolo importante della contesa. Ma, al di là di ogni posizione “campista”, la sua figura andrebbe recuperata per riattualizzare e – rendere prassi – il concetto di autodeterminazione dei popoli.

La resistenza dei prigionieri socialisti e anarchici russi nelle carceri bolsceviche degli anni Venti

Nelle carceri dell’Unione Sovietica, spesso ubicate in posti isolati dal mondo, i prigionieri socialisti e anarchici, condannati alla detenzione dai bolscevichi, lottarono per ottenere un diverso regime carcerario politico. Il loro obiettivo era preservare la propria dignità e garantirsi condizioni di vita migliori. Oggi, a circa un secolo da quei fatti, con la Russia che attraversa un altro momento difficile, è fondamentale preservare la loro memoria e quella della loro lotta.

Lenin e Bogdanov: storia di due compagni che divennero rivali

Prima della vittoria della rivoluzione d’Ottobre e degli avvenimenti del 1917, la leadership del partito bolscevico era stata condivisa da Lenin con altre personalità di spicco, fra cui in primo luogo quella di Aleksander Alexandrovich Bogdanov. Ma fra differenze di natura filosofica e politica e una generale tendenza a consumare il partito in dispute fra fazioni, il settarismo politico prevalse e quella che poteva essere una felice alleanza divenne invece un’aspra rivalità, alla luce della quale si possono analizzare le tante caratteristiche problematiche dell’intero socialismo rivoluzionario russo e del bolscevismo in particolare.

La filosofia della Rivoluzione d’Ottobre: una critica dello Stato moderno e del parlamentarismo

Proprio in concomitanza con il centenario della morte di Lenin, Donzelli ha pubblicato in Italia il monumentale “Lenin. Una biografia intellettuale”, dello studioso ungherese Tamás Krausz.
Qui pubblichiamo un estratto del libro, gentilmente concessoci dall’editore, in cui a partire dalle teorie espresse in “Stato e rivoluzione” l’autore ripercorre le idee di Lenin sul parlamentarismo e sullo Stato borghese quale forma di “dittatura della borghesia”.

Vladimir Lenin, la statura e gli errori di un leader che non cercava il culto di sé

Lenin

Appena morto Lenin, la sua figura fu immediatamente trasformata in oggetto di culto da Stalin, che lo adoperò strumentalmente per legittimare il culto della sua propria personalità. Ma la caratura del leader bolscevico era dipesa, nell’arco della sua esistenza, anche dal rifiuto netto che mostrava verso la celebrazione di sé stesso. Il calibro del suo pensiero e la sua statura intellettuale gli furono riconosciuti da tutti, anche dai suoi concorrenti, ma non meno pesanti furono i limiti e i gravi errori che commise, alcuni dei quali aprirono la strada alle successive nefandezze staliniane.