MicroMega+ del 17 maggio 2024

Con contributi di Pankaj Mishra, Fabio Bartoli, Marco Cesario, Eszter Kováts, Lorenzo Noto, Olesya Yaremchuk.

Redazione

Questa settimana su MicroMega+ parliamo di:
La Shoah ieri e oggi; la Bestia del nuovo fascismo; l’Ucraina e il futuro dell’Europa; la strumentale crociata anti-woke di Orbán; il caos libico; i tatari di Crimea.

MEMORIA E POLITICALa Shoah dopo Gaza di Pankaj Mishra
Già prima dell’inizio del massacro in atto a Gaza, la Shoah stava perdendo il suo posto centrale nella nostra immaginazione del passato e del futuro. È vero che nessuna atrocità è stata commemorata in modo così ampio e completo, ma la cultura della memoria intorno alla Shoah ha ormai accumulato una sua lunga storia. E questa storia dimostra che tale memoria non è scaturita semplicemente in modo organico da ciò che è accaduto tra il 1939 e il 1945: è stata costruita, spesso in modo deliberato, e con fini politici specifici. E, sempre di più, sembra che solo coloro che sono scossi nella coscienza da quanto sta avvenendo a Gaza possano salvare la Shoah da Netanyahu, Biden, Scholz e Sunak e restituirle il suo significato morale universale.

LE INTERVISTELa Bestia del nuovo fascismo. Intervista a Paolo Berizzi di Fabio Bartoli
Paolo Berizzi, giornalista di “Repubblica” che da anni conduce inchieste sul nuovo fascismo, ha recentemente pubblicato per Rizzoli il libro “Il ritorno della Bestia. Come questo governo ha risvegliato il peggio dell’Italia”. Il ritorno della Bestia non coincide con quello del fascismo storico ma con quello di un fascismo nuovo, pop, che però con il primo condivide alcune caratteristiche, le peggiori che l’Italia abbia espresso e continua a esprimere. Ne parliamo con l’autore, che vive da anni sotto scorta in seguito a minacce di gruppi neofascisti e neonazisti.

“L’Ucraina è il campo di battaglia su cui si gioca il futuro dell’Europa”. Intervista a Karl Schlögel di Marco Cesario
In un’intervista esclusiva rilasciata a margine della presentazione all’Ehess di Parigi del suo nuovo volume in francese sulla guerra in Ucraina – “L’avenir se joue à Kyiv. Léçons ukrainiennes” (“L’avvenire si gioca a Kiev. Lezioni ucraine”) –, lo storico tedesco Karl Schlögel evidenzia l’importanza per l’Europa della guerra di liberazione dell’Ucraina. “È il popolo ucraino, attaccato dalla Russia neo-totalitaria e dal russofascismo, a resistere in prima linea per l’Europa. Combattendo per la sua libertà, difende anche la nostra”.

MISUNDERSTANDING Quella sinistra anti-woke sedotta da Orbán di Eszter Kováts
In Occidente, e soprattutto nel mondo angloamericano, una parte della sinistra soffre le derive illiberali della cultura woke. Alcuni dei suoi esponenti si sono lasciati quindi sedurre dai discorsi di Orbán, vedendo nel governo ungherese un paladino della libertà di espressione. Ma costoro farebbero bene a guardare oltre i propri contesti, compiendo uno sforzo per comprendere la storia e la politica dell’Europa centro-orientale. Potrebbero così evitare di cadere nella trappola tesa dagli autocrati contemporanei che promettono una cura contro il “virus woke”.

PASSATO E PRESENTELibia, un Paese instabile alla mercé degli interessi stranieri di Lorenzo Noto
Il 16 maggio 2024 ricorre il decimo anniversario del lancio, da parte delle forze del generale Khalifa Haftar, dell’offensiva chiamata Operazione Dignità. Con l’occasione ripercorriamo le tappe fondamentali del decennio appena trascorso per contestualizzare lo stato attuale della Libia. O meglio, delle Libie.

Tatari di Crimea, quando la storia si ripete di Olesya Yaremchuk
Sono passati dieci anni da quando, nel 2014, la Crimea fu occupata dalla Russia. Per i tatari di Crimea fu il ripetersi di una storia già vissuta: nel 1944, a partire dal 18 maggio, l’Unione Sovietica ne deportò tutta la popolazione in remote zone dell’Urss. In tre giorni lasciò la penisola senza traccia dei tatari di Crimea.


MicroMega+ del 7 giugno 2024

Con contributi di Teresa Simeone, Mario Barbati, Mariasole Garacci, Tommaso Grossi, Sofia Belardinelli e Fabrizio Burattini.

MicroMega+ del 21 giugno 2004

Con contributi di Maria Concetta Tringali, Fabio Bartoli, Benedetta Tobagi, Marco d’Eramo, Pierfranco Pellizzetti, Simone Zoppellaro e Laura Branca.

Captagon, quella droga alleata del regime di Assad

Il captagon non è soltanto la droga sintetica più popolare tra i giovani del Nord Africa e del Medio Oriente. Essendo prodotta principalmente in Siria, i grandi introiti che ne derivano vanno a finanziare le casse del corrotto regine di Assad. Inoltre è spesso usata dai guerrieri jihadisti per abbassare le inibizioni e aumentare le prestazioni durante combattimenti e azioni militari o di guerriglia.