Quella sinistra anti-woke sedotta da Orbán

In Occidente, e soprattutto nel mondo angloamericano, una parte della sinistra soffre le derive illiberali della cultura woke. Alcuni dei suoi esponenti si sono lasciati quindi sedurre dai discorsi di Orbán, vedendo nel governo ungherese un paladino della libertà di espressione. Ma costoro farebbero bene a guardare oltre i propri contesti, compiendo uno sforzo per comprendere la storia e la politica dell’Europa centro-orientale. Potrebbero così evitare di cadere nella trappola tesa dagli autocrati contemporanei che promettono una cura contro il “virus woke”.

In Ungheria il Mathias Corvinus Collegium (Mcc) ha fatto notizia prendendo il controllo nel giugno 2023 dell’importante società editoriale Libri, acquistando quasi tutte le azioni disponibili. All’Mcc non mancano le risorse: il think tank e centro di formazione delle élite del governo ungherese riceve finanziamenti statali pari quasi a tutti quelli complessivamente erogati per l’istruzione superiore del Paese. L’Mcc aveva acquisito la sua quota di minoranza in Libri nell’estate del 2021 e già allora l’azienda era cambiata: sui suoi scaffali sono infatti apparsi più libri pubblicati da Mcc Press.

Non sappiamo ancora quale influenza avrà questa “decisione commerciale” sull’editoria e sulla vendita di libri in Ungheria. Ma estendere l’influenza dell’Mcc a un altro ambito di precedente (relativa) indipendenza si adatta al quadro di costruzione dell’egemonia del regime di Viktor Orbán, che nel 2018 affermava: “Dobbiamo incorporare il sistema politico in un’era culturale”. Questo da parte dell’uomo che, decenni prima, aveva applicato nella sua tesi di master le idee di Antonio Gramsci sulla società civile a Solidarność, il movimento sindacale indipendente polacco. Dal 2018 sono stati intrapresi sforzi più seri per occupare la cultura e l’istruzione superiore, nella battaglia per quella che Gramsci chiamava “direzione intellettuale e morale”.

L’Mcc però non è solo un’impresa ungherese. Recentemente ha aperto un ufficio a Bruxelles e ha acquistato una larga quota nelle università private di Vienna e Berlino, come riportato con orgoglio dall’Hungarian Conservative. Questa rivista è un veicolo attraverso il quale il governo si rivolge a un pubblico internazionale cercando di accreditarsi come semplicemente e genuinamente conservatore, omettendo di sottolineare gli sviluppi antidemocratici nel Paese su cui invece i veri conservatori ungheresi lanciano l’allarme da anni.

Questa strategia di branding, tuttavia, sembra funzionare. Non solo i repubblicani americani cadono nella trappola della macchina propagandistica del governo ungherese, come testimoniano le tre conferenze co-organizzate con la Conservative Political Action Conference a Budapest e Dallas. Anche eminenti intellettuali del Nord America e dell’Europa occidentale sono stati sedotti. Mentre alcuni politici possono ritenere cinicamente che la violazione delle norme …

Captagon, quella droga alleata del regime di Assad

Il captagon non è soltanto la droga sintetica più popolare tra i giovani del Nord Africa e del Medio Oriente. Essendo prodotta principalmente in Siria, i grandi introiti che ne derivano vanno a finanziare le casse del corrotto regine di Assad. Inoltre è spesso usata dai guerrieri jihadisti per abbassare le inibizioni e aumentare le prestazioni durante combattimenti e azioni militari o di guerriglia.

Le stragi non sono misteri ma segreti. Intervista a Benedetta Tobagi

È recentemente uscito per Laterza il libro di Benedetta Tobagi “Le stragi sono tutte un mistero”. L’autrice, che da anni si occupa di questo tema, ci invita a rimuovere dalle stragi la sensazionalistica etichetta di “misteri” e di apporvi quella più pertinente di “segreti”. Perché i misteri sono per loro natura inconoscibili, mentre i segreti lo sono esclusivamente per volontà di chi non vuole che siano rivelati. Proprio per questo è necessario ripercorrere quella stagione con rigore, facendosi strada nella pretestuosa confusione che la avvolge, consapevoli del fatto che oggi, anche se non tutto, sappiamo moltissimo. E che portare alla luce la verità di quei fatti non è un tema che riguarda solo gli studiosi, ma chiunque abbia a cuore le sorti della democrazia.

Né per matti né per bambini: le rivoluzioni di Franco Basaglia e Adriana Lodi

Il nome di Adriana Lodi non è conosciuto ai più. Come il più noto Franco Basaglia, negli anni Settanta del secolo scorso si fece protagonista anche lei di battaglie di civiltà controcorrente, che sfidarono la morale del tempo ma soprattutto i potentati economici, per dare dignità alla vita dei “matti” non meno che dei bambini e delle madri. Le due leggi che dobbiamo a loro, quella sulla chiusura dei manicomi e quella sull’apertura degli asili nido, hanno numerosi tratti in comune.