Tatari di Crimea e repressione russa, la storia di Nariman Celâl

Storia di Nariman Celâl, giornalista e politico tataro di Crimea, vicepresidente del Mejlis, che la Russia ha accusato di “sabotaggio” e condannato al carcere per 17 anni.

Nariman Celâl è un giornalista e attivista politico tataro di Crimea, nonché prigioniero politico. 

Nato il 27 aprile 1980 nella città di Navoiy, nella Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, nel 1989 ha fatto ritorno in Crimea con i suoi genitori. Si è diplomato a Džankoj e in seguito ha studiato Scienze Politiche all’Università Nazionale di Odesa. 

Ha lavorato come presentatore per il canale televisivo ATR e per il quotidiano Avdet e ha insegnato storia e diritto alla Scuola Internazionale di Sinferopoli.

Dal 2013 è il primo vicepresidente del Mejlis del popolo tataro di Crimea, a capo dell’Unità di informazione e analisi.

È stato arrestato il 4 settembre 2021 per il presunto “sabotaggio di un gasdotto in Crimea, nel villaggio di Pereval’ne”. Quello stesso giorno Nariman Celâl, insieme ad altri quattro colleghi tatari di Crimea, è stato accusato ai sensi dell’articolo 281, paragrafo 2, del Codice penale russo, che prevede la reclusione da 10 a 20 anni.

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«Non so se gioire o piangere» dice Leviza, e confusa distoglie lo sguardo. «Se essere contenta perché ho scoperto dove si trova, oppure piangere per quello che ha passato».

Oggi, dopo due mesi di silenzio, Leviza ha finalmente ricevuto una lettera dal marito. L’hanno mandato in Siberia. Era scritta con una calligrafia ordinata, su carta bianca: “Ciao, tesoro. (…) Venerdì mi hanno dato il permesso di farti sapere del mio arrivo”. 

Il tragitto di 5.500 chilometri da Sinferopoli è iniziato il 2 ottobre, attraverso le città di Krasnodar, Dvubratskij, Saratov, Čeljabinsk, Orenburg e Krasnojarsk.

Il 20 novembre, Nariman è stato portato nella prigione di Minusinsk, che accoglie prigionieri particolarmente pericolosi. 

Il motivo ufficiale dell’incarcerazione del politico e giornalista tataro di Crimea Nariman Celâl, nel 2021, è stato un presunto “sabotaggio”. Sarebbe stato infatti complice di un atto sovversivo a un gasdotto nella località di Pereval’ne. Anche se tutti sanno che è stato arrestato per la sua chiara posizione anti-Cremlino e per la difesa dei diritti dei tatari di Crimea nella penisola. Le autorità occupanti non gli hanno perdonato la partecipazione alla Piattaforma di Crimea, il cui primo vertice si è tenuto il 23 agosto 2021 a Kyjiv. 

Nel testo, che riceverà una menzione speciale nella categoria Parole di libertà al concorso letterario “Crimean Fig/Qırım inciri”, e che sarà pubblicato nell’antologia omonima, Nariman scrive:

“Ero preparato alle accuse di partecipazione alle attività del ‘vietato’ Mejlis del popolo tataro di Crimea, in sostegno dell’integrità te…

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