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Captagon, quella droga alleata del regime di Assad

Il captagon non è soltanto la droga sintetica più popolare tra i giovani del Nord Africa e del Medio Oriente. Essendo prodotta principalmente in Siria, i grandi introiti che ne derivano vanno a finanziare le casse del corrotto regine di Assad. Inoltre è spesso usata dai guerrieri jihadisti per abbassare le inibizioni e aumentare le prestazioni durante combattimenti e azioni militari o di guerriglia.

Solo pochi giorni fa, sono state portate a termine due grandi operazioni antidroga in Medio Oriente, che costituiscono però appena la punta di un iceberg. Come riportato da Kurdistan 24, Hussein al-Tamimi, portavoce della direzione anti-narcotici, ha dichiarato che il 28 maggio gli agenti iracheni hanno «condotto un’operazione di intelligence che ha portato al sequestro di 2,5 milioni di pillole» nelle province di Najaf e Anbar. Appena tre giorni dopo, come riferito da Arab News, le autorità di sicurezza del Regno saudita hanno sventato un tentativo di contrabbando di pillole attraverso il confine con gli Emirati Arabi Uniti. Una confisca avvenuta al porto di al-Batha di oltre 6,5 milioni di compresse, trovate nascoste all’interno di un carico di pneumatici, che ha portato all’arresto di quattro persone. Solo per quest’ultimo sequestro, si stima un valore di mercato compreso tra i 65 e i 162,9 milioni di dollari: una fortuna, insomma.

In entrambi i casi, si tratta di una sostanza di cui pochi di noi avevano sentito parlare prima che, negli ultimi anni, il suo nome assurgesse alle cronache internazionali: il captagon. Non si tratta certo di casi isolati. Come apprendiamo dall’intelligence briefing appena pubblicato dal New Lines Institute for Strategy and Policy e che ha come oggetto proprio questa droga sintetica, fra il 2015 e il 2023 si sono registrate a livello internazionale 993 operazioni di polizia per cercare di arginare il traffico di captagon, fra cui sequestri, incursioni nei depositi e scontri con le forze dell’ordine.

Un fenomeno imponente anche per estensione geografica: «il commercio dello stimolante sintetico anfetaminico captagon», leggiamo nel documento, «è diventato un elemento di spicco di un panorama illecito che si estende dall’Europa continentale al Golfo arabo e al Corno d’Africa. In poco più di sei anni, è diventata una delle droghe illecite più richieste in Medio Oriente, con una produzione stabilmente ancorata nella Siria controllata dal regime». Non solo: proprio al cuore stesso dell’autocrazia della famiglia Assad, come vedremo, sopravvissuta alla guerra civile in corso grazie all’intervento determinante di Iran e Russia, ma anche in seguito al contributo giunto dai proventi di questo commercio illegale.

Non si tratta affatto di una questione remota – non lasciamoci ingannare: la nostra storia è più vicina a noi di quanto sembri, come testimonia il maxi sequestro di anfetamine a Salerno nel 2020 da parte della Guardia di Finanza: 14 tonnellate, per un totale di 84 milioni di pasticche di captagon…

Marie Curie, donna e scienziata tra impegno e libertà

Novant’anni fa moriva Marie Curie, la più importante scienziata del Novecento. Nata in Polonia come Maria Salomea Skłodowska, assunse il nome di Marie Curie in seguito al suo trasferimento in Francia e al matrimonio con Pierre Curie, con cui condivise una straordinaria avventura umana e scientifica. Prima donna ad aver insegnato alla Sorbona e due volte premio Nobel, ha vissuto la sua vita con la convinzione dell’importanza della cultura quale fattore di miglioramento dell’individuo e della società.

Il Civil Rights Act compie sessant’anni: breve storia di un secolo di lotte

Il 2 luglio 1964 il presidente Lyndon B. Johnson firmava la legge che rendeva illegale la segregazione negli Stati Uniti. Ricordare questo evento non può che tradursi nel ripercorrere la storia del movimento per i diritti civili: dai tanti personaggi di spicco – come Martin Luther King, Rosa Parks, Angela Davis – alle persone i cui nomi sono rimasti nell’ombra ma il cui contributo è stato cruciale.

Enrico Berlinguer, conoscerne il pensiero oltre il mito depoliticizzato

Il santino propagandato da media mainstream e conosciuto dalle nuove generazioni è un Enrico Berlinguer dimezzato: ricordato per la sua capacità di creare empatia e connessione sentimentale con un “popolo della sinistra” oramai sempre più rarefatto, ma sostanzialmente depoliticizzato perché espunto da quella tradizione comunista alla quale Berlinguer si rifece, in modo innovativo e creativo, per tutta la sua esistenza, convinto che andasse cercata una via nuova al socialismo e al superamento dell’oppressione capitalistica sull’umanità e sul Pianeta.