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Le stragi non sono misteri ma segreti. Intervista a Benedetta Tobagi

È recentemente uscito per Laterza il libro di Benedetta Tobagi “Le stragi sono tutte un mistero”. L’autrice, che da anni si occupa di questo tema, ci invita a rimuovere dalle stragi la sensazionalistica etichetta di “misteri” e di apporvi quella più pertinente di “segreti”. Perché i misteri sono per loro natura inconoscibili, mentre i segreti lo sono esclusivamente per volontà di chi non vuole che siano rivelati. Proprio per questo è necessario ripercorrere quella stagione con rigore, facendosi strada nella pretestuosa confusione che la avvolge, consapevoli del fatto che oggi, anche se non tutto, sappiamo moltissimo. E che portare alla luce la verità di quei fatti non è un tema che riguarda solo gli studiosi, ma chiunque abbia a cuore le sorti della democrazia.

Nel libro, sulla sia di Carlo Lucarelli, propone di parlare delle stragi non come misteri ma come segreti italiani. Perché?

Per correttezza, come ribadisce Lucarelli sulla scorta di Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione delle vittime del 2 agosto. Perché i misteri sono quelli della fede, qualcosa di inconoscibile per definizione. Mentre invece i segreti sono qualcosa che un ristretto numero di persone conosce, ma che non si vuole far sapere e che viene quindi mantenuta coperta tenendone all’oscuro la maggioranza delle persone. Si tratta di una differenza fondamentale perché contiene un elemento di volontà, prima quella dei criminali che compiono i delitti e poi quella della politica di oscurare determinate informazioni.

Come titoli dei capitoli sono state scelte quasi esclusivamente le frasi che più appartengono alla vulgata, quelle che più si usano per liquidare la spinosa questione delle stragi. Una scelta che è in linea con l’impostazione della collana di Laterza Fact Checking, per cui il libro è pubblicato.

Sì, ne è il tredicesimo volume. Se andiamo a vederla tutta, il filone in realtà è stato inaugurato da un libro uscito non per Laterza ma per Bollati Boringhieri, il bestseller di Francesco Filippi Mussolini ha fatto anche cose buone. Ma torniamo al tema nello specifico: nella collana si tratta di sottoporre la storia alla prova dei fatti, ragion per cui si è strutturata fin da subito proprio intorno a dei titoli antifrastici, espressioni di uso comune, date per scontate, quando invece la realtà coincide esattamente con il loro contrario. Secondo questa vulgata, le stragi sono un completo mistero quando non è affatto così. Parafrasando Pasolini, noi sappiamo, se non tutto moltissimo, e abbiamo le prove. Tutto il libro è inoltre costruito a partire da luoghi comuni, anche vere e proprie bufale, oppure da espressioni di uso corrente che si rivelano però sbagliate o fuorvianti o in altri casi semplicemente espressioni, spesso ambigue, entrate nel dibattito pubblico. Io cerco quindi di mettere ordine, di tracciare la storia di alcune formule: ho per esempio dedicato un capitolo all’espressione “strategia della tensione”, sì usatissima ma con tanti significati diversi. Il mio obiettivo era di fare chiarezza sulla scorta delle ricostruzioni accertate prima in sede giudiziaria e poi storiografica poiché mi stava molto a cuore fornire ai lettori una bussola e una cassetta degli attrezzi per orientarsi nel dibattito su un tema così complesso e al tempo stesso così ancora politicamente caldo e problematico.

Sempre parafrasando il pasoliniano “Io so ma non ho le prove” ormai siamo quindi in una condizione in cui sappiamo e abbiamo le prove. Allora perché è così difficile farle valere?

Un momento, però: come ci tengo a sottolineare, noi sappiamo sì moltissimo ma non sappiamo tutto. Una parte di conoscenze ci manca perché quella dello stragismo terroristico è stata una stagione di attentati che avevano una finalità politica ben precisa e che quindi, almeno fino al 1974, sono stati effettuati sotto falsa bandiera, attraverso bombe non rivendicate messe dall’estrema destra, provocazioni che dovevano essere addossate agli anarchici, all’estrema sinistra, per sollecitare un effetto politico di reazione conservatrice.

E il fatto che tutta una serie di informazioni ancora ci manchino lo deduciamo dal numero di condanne passate in giudicato, sia di terroristi neri sia di ufficiali e sottoufficiali dello Stato italiano condannati per i depistaggi, che dimostrano come sicu…

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