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“Trump and The Squad”, chi potrebbe comporre la prossima amministrazione repubblicana

La recente sentenza della Corte suprema americana, che garantisce l’immunità al presidente nel caso in cui stia svolgendo le sue funzioni e il successo nel confronto televisivo con Biden sembrano garantire a Trump la vittoria alle prossime presidenziali di novembre. Ma un uomo al comando non è mai solo: chi sarà quindi a comporre la prossima amministrazione repubblicana in caso di affermazione del tycoon?

Dopo il primo dibattito e il panico in casa democratica per la disastrosa performance di Joe Biden, una seconda presidenza Trump deve essere messa in conto. Le pressioni su Biden affinché si ritiri cresceranno e potrebbero ottenere risultati, ma bisognerà che i democratici si accordino su un candidato o una candidata forte in maniera unitaria e in fretta (formalmente lo farebbero alla convention di Philadelphia tra il 19 e il 22 agosto). Allo stato e con ogni probabilità, la situazione rimarrà quella dello scontro tra un bugiardo pericoloso contro un anziano in difficoltà.

Tra 2016 e 2020 il presidente Trump ha fatto alcune scelte scriteriate, ma se paragoniamo le politiche portate avanti alle boutade fatte davanti al suo pubblico, le scelte del presidente sono state radicali ma tutto sommato ortodosse per un’amministrazione repubblicana di destra – Covid e 6 gennaio esclusi. Le due cose più importanti che ricordiamo sono un taglio alle tasse che ha beneficiato i più ricchi e la nomina di una serie di giudici conservatori alla Corte Suprema che hanno determinato la fine del diritto di aborto come diritto federale. In entrambi i casi si trattava di antichi cavalli di battaglia del Grand Old Party. Una delle ragioni per questa eterodossia radicale espressa più a parole che nei fatti è stato il cordone sanitario formato da figure dell’amministrazione con esperienza, molte delle quali hanno abbandonato Trump e ne hanno aspramente criticato la figura una volta usciti dall’amministrazione – i non licenziati o dimessisi durante i quattro anni alla Casa Bianca sono sei su trentaquattro tra le posizioni apicali, un turnover mai così alto.

Guardando alla squadra che circonda il candidato Trump nel 2024 possiamo immaginare che un’eventuale seconda presidenza sarà più conseguente e somiglierà al Trump comiziante più della prima. L’ex presidente è infatti circondato da persone rimastegli fedeli nei momenti difficili, un gruppo più coeso, senza estranei imbarcati per paura di non saper dove mettere le mani. Anche la macchina politica repubblicana somiglia più a Trump: nel 2016 questi aveva fatto fatica a vincere le primarie, stavolta ha stravinto e messo suoi seguaci in posti chiave – come la direzione del Republican National Commitee (Rnc) dove ha piazzato Michael Whatley, ex capo del partito in North Carolina e la nuora Lara Trump. Lara, assieme ai figli Ivanka e Don jr. e al genero Jared Kushner, fa parte delle figure chiave da sempre presenti della cerchia ristretta.

Chi sono e cosa pensano i consiglieri di Trump? Partiamo dalla campagna prendendo ad esempio Chris La Civita e Dan Scavino. Il primo è un veterano della guerra del Golfo, uno …

Marie Curie, donna e scienziata tra impegno e libertà

Novant’anni fa moriva Marie Curie, la più importante scienziata del Novecento. Nata in Polonia come Maria Salomea Skłodowska, assunse il nome di Marie Curie in seguito al suo trasferimento in Francia e al matrimonio con Pierre Curie, con cui condivise una straordinaria avventura umana e scientifica. Prima donna ad aver insegnato alla Sorbona e due volte premio Nobel, ha vissuto la sua vita con la convinzione dell’importanza della cultura quale fattore di miglioramento dell’individuo e della società.

Il Civil Rights Act compie sessant’anni: breve storia di un secolo di lotte

Il 2 luglio 1964 il presidente Lyndon B. Johnson firmava la legge che rendeva illegale la segregazione negli Stati Uniti. Ricordare questo evento non può che tradursi nel ripercorrere la storia del movimento per i diritti civili: dai tanti personaggi di spicco – come Martin Luther King, Rosa Parks, Angela Davis – alle persone i cui nomi sono rimasti nell’ombra ma il cui contributo è stato cruciale.

Enrico Berlinguer, conoscerne il pensiero oltre il mito depoliticizzato

Il santino propagandato da media mainstream e conosciuto dalle nuove generazioni è un Enrico Berlinguer dimezzato: ricordato per la sua capacità di creare empatia e connessione sentimentale con un “popolo della sinistra” oramai sempre più rarefatto, ma sostanzialmente depoliticizzato perché espunto da quella tradizione comunista alla quale Berlinguer si rifece, in modo innovativo e creativo, per tutta la sua esistenza, convinto che andasse cercata una via nuova al socialismo e al superamento dell’oppressione capitalistica sull’umanità e sul Pianeta.