La strage di Columbine, 25 anni dopo: come il diritto alimenta la cultura armata negli Stati Uniti

Dal 20 aprile 1999 quando ci fu la strage di Columbine a oggi, abbiamo assistito a un pauroso crescendo di violenza omicida fra gli adolescenti negli USA; alimentata da un diritto che non solo si rivela incapace di porre seri ostacoli all’uso delle armi – anche da guerra – da parte di giovani esaltati, problematici, sofferenti o semplicemente imbevuti di gun culture, ma che al contrario avalla con forza l’idea che le armi significhino libertà, possibilità di difendersi e, in fondo, essere dei veri americani.

Il principio del free speech è morto anch’esso a Gaza?

Negli Stati Uniti la libertà di espressione, il cosiddetto “free speech”, è un principio costituzionale di primo piano, l’essenza stessa della società americana. Eppure, dall’inizio della rappresaglia israeliana su Gaza tutte le opinioni solidali con il popolo palestinese e/o critiche verso lo Stato d’Israele sono state represse e sottomesse a censura, anche grazie al facile ricatto che i donor multimiliardari delle Università americane possono esercitare attraverso i loro ingenti finanziamenti privati.

Roe v. Wade, la libertà di abortire e un’America diversa

Roe v. Wade

Il 22 gennaio di quest’anno cade il cinquantesimo anniversario di Roe v. Wade, la storica e rivoluzionaria pronuncia con la quale nel 1973 la Corte Suprema statunitense accordò alle donne americane il diritto di interrompere la propria gravidanza non voluta, dando il via a un fenomeno d’imitazione all’interno di tutto il mondo occidentale.

Bois Sauvage, la trilogia della salvezza

“Salvare le ossa” di Jesmyn Ward: la storia dei 12 giorni che culminano nel dramma annunciato di uno degli avvenimenti atmosferici più devastanti della storia statunitense, l’uragano Katrina, attraverso la voce narrante di Esch, ragazzina di 15 anni.

Il gerrymandering e lo svuotamento della democrazia statunitense

Negli Stati Uniti è tempo di ridisegnare le mappe dei distretti elettorali. Un momento delicatissimo – giacché in gioco c’è la possibilità di dar pari voce a tutti gli elettori – cominciato sotto i peggiori auspici. E che evidenzia quanto poco democratica sia oggi la democrazia costituzionale più antica del mondo.