Fondata sul lavoro

Il presidio di democrazia fondamentale rappresentato dal lavoro, l’abbrivio della nostra Costituzione, dipende innanzitutto dalla sua dimensione conflittuale e di classe: contrastare, mettendosi
al centro dei processi produttivi, la tendenza padronale a passare
dall’egemonia al dominio; la sua intrinseca avidità, che tende
alla mercificazione sistematica e all’accumulazione per esproprio, e che persegue il fine, per la via finanziaria e per quella tecnologica,
di poter fare a meno dei lavoratori. E se vengono a mancare
i lavoratori, viene a mancare la democrazia. Questo articolo è tratto dal volume 1/2024 di MicroMega, “La Costituzione e i suoi nemici”.

Il Male come normalità

Giorno dopo giorno ci stiamo assuefacendo all’oscena visione del Male: la prevaricazione e l’umiliazione percepite come normalità. Da una parte Putin e la schiera delle sue vittime, dall’altra Netanyahu che tratta i palestinesi come bestie da macello. Chi ci salverà da tutto ciò? Non la plutocrazia americana, che attualmente vede in Julian Assange il suo agnello sacrificale; non l’Europa, lontana dall’essere un sistema democratico e federale. Bisogna cominciare da nuove parole, guardando alle lezioni dell’Illuminismo e al paradigma keynesiano.

Berlusconi, 30 anni fa la favoletta dell'”improvvisa” discesa in campo

Il 26 gennaio 2024 dovrebbe ricorrere il trentennale del celebre discorso della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Un condizionale che vuole sottolineare come quella sia una data farlocca, uno spartiacque cronologico buono per la vulgata, poiché l’entrata del Cavaliere nell’agone della politica è stata preparata molto prima. Soprattutto negli Stati Uniti, con la svolta reaganiana e i metodi comunicativi dei think thanks di estrema destra.

Mac, 40 anni fa la rivoluzione del pifferaio magico Steve Jobs

Il 24 gennaio 1984 veniva lanciato sul mercato il Macintosh 128K, il primo dei Mac che avrebbero fatto la fortuna della Apple e creato il mito di Steve Jobs. Un mito che ha contribuito a creare e ad alimentare lui stesso, ricorrendo al suo principale talento: quello per il marketing.

Il populismo, le élite e la mistificazione linguistica

L’egemonia delle élite si costruisce attraverso il capitalismo sul piano economico, ma si sostiene attraverso la comunicazione sul piano del pensiero. Il linguaggio è sempre stata una leva centrale, negli Stati Uniti in particolare dove la borghesia si è installata in chiave direttamente demofobica, per addomesticare le masse a servire gli interessi delle minoranze ultraricche. La demonizzazione di ogni istanza popolare, derubricata a “populismo”, fa pienamente parte di questa strategia.

25 anni di Google: la parabola di Larry Page, dal garage di Menlho Park alle stelle

Google

25 anni fa, il 4 settembre 1998, veniva fondata Google, un’azienda che avrebbe avuto un impatto enorme sulle nostre vite. Ripercorriamo la parabola del suo fondatore, Larry Page, tramutatosi da giovane Anakin Skywalker in Dart Fener. Passando dal voler “organizzare tutta l’informazione del mondo e renderla universalmente accessibile e utile” a, per usare le parole del massmediologo bielorusso Evgeny Morozov, “monetizzare tutta l’informazione del mondo, renderla redditizia e universalmente inaccessibile”.

A 30 anni dalla fine della DC, partito dell’italica anomalia

Democrazia Cristiana

Trent’anni fa, con l’Assemblea Programmatica Costituente del 23-26 luglio 1993, in cui Martinazzoli lanciò l’idea di aprire “la terza fase storica della tradizione cattolico-democratica”, si concludeva sostanzialmente la storia della Democrazia Cristiana. Un partito che ha costituito un’anomalia a partire dal nome, in cui la pratica laica della democrazia era accostata a una fede religiosa. Un’anomalia che è stata anche quella di un intero sistema politico, in cui un partito era necessariamente forza di governo (appunto la DC) e uno necessariamente forza d’opposizione (il PCI). Tutto prima che Tangentopoli aprisse la fase della Seconda Repubblica, che fa spesso rimpiangere il buon tempo antico in cui c’era la DC, tempo che in realtà non è mai esistito.

L’avvocato di panna montata e meringhe

20 anni fa moriva Gianni Agnelli, il cui status fu sempre strettamente connesso al ruolo di regnante sull’impero automobilistico Fiat. Oggetto di particolari riguardi da parte di Stato e Politica come attore iconico del potere economico nazionale.
Un regno i cui confini il suddetto monarca ha sempre presidiato con estrema attenzione e cinismo praticati con modi apparentemente distaccati e – dunque – blasé.

Gianni Brera, giornalista-star dello Strapaese

A trent’anni dalla morte del celebre giornalista sportivo, rimane in eredità di lui una certa visione reazionaria del calcio. Derivante da una genetica da bar sport, che sconfina in una sorta di razzismo all’incontrario: la presunta inferiorità ereditaria della gente italica, da virare a strategia vincente sul campo di calcio.

Per l’internazionale del pensiero impensabile

Per non rassegnarsi allo stato di cose presenti non è sufficiente l’indignazione, destinata a esaurire molto presto la sua carica propulsiva. È necessario reimparare a pensare collettivamente. Aprire cantieri in cui si coltivi l’impensato facendo tesoro delle tante sperimentazioni di pensiero susseguitesi nel corso della Storia, e in particolare di quelle della Prima Internazionale.