Olga Karach, riscoprire il senso della lotta bielorussa per la democrazia

Cresce il numero di persone che dalla Bielorussia di Aleksandr Lukašenka fugge all’estero, con il risultato che buona parte dell’opposizione che spera in un cambiamento democratico si trova nei Paesi baltici, in Polonia o in altre nazioni europee, da dove prosegue la lotta per il rispetto dei diritti umani e per la fine del regime. È anche il caso di Olga Karach, candidata al Nobel per la Pace e vincitrice del premio Langer, che si occupa di sostenere i disertori bielorussi e in generale la diaspora del suo popolo.

Fondata sul lavoro

Il presidio di democrazia fondamentale rappresentato dal lavoro, l’abbrivio della nostra Costituzione, dipende innanzitutto dalla sua dimensione conflittuale e di classe: contrastare, mettendosi
al centro dei processi produttivi, la tendenza padronale a passare
dall’egemonia al dominio; la sua intrinseca avidità, che tende
alla mercificazione sistematica e all’accumulazione per esproprio, e che persegue il fine, per la via finanziaria e per quella tecnologica,
di poter fare a meno dei lavoratori. E se vengono a mancare
i lavoratori, viene a mancare la democrazia. Questo articolo è tratto dal volume 1/2024 di MicroMega, “La Costituzione e i suoi nemici”.

La primavera del diritto del lavoro

Cosa sta accadendo nel mondo del diritto? Una serie di pronunce innovatrici della Corte di Cassazione sta recentemente riformando dall’interno il diritto del lavoro, nonostante la cronica assenza del legislatore. In questo breve viaggio nel tunnel del dominio neoliberista, tra masse di “imprenditori di sé stessi” e Grandi Dimissioni, una luce appare in lontananza.

Autonomia differenziata, fermiamola ora o sarà troppo tardi

L’Autonomia Differenziata è un progetto politico che lede la natura della Repubblica Italiana, sancita dalla Costituzione come “una e indivisibile”, foriero non solo di inammissibili disuguaglianze ma anche di inefficienze. Contro di essa si sono espressi costituzionalisti, istituzioni, soggetti politici, sociali ed economici, fino ad arrivare alla Commissione Europea. Eppure il governo procede a spron battuto nel volerla attuare, mostrando i muscoli e tappandosi le orecchie. Contro questo scellerato agire a senso unico bisogna agire ora, altrimenti – considerando il criterio della decennalità – sarà davvero troppo tardi.

La guerra contro lo Stato condotta dal liberismo della “sussidiarietà”

Pubblichiamo un estratto del libro di Francesco Pallante “Spezzare l’Italia”, Giulio Einaudi Editore, 2024. In questo volume, il costituzionalista argomenta in profondità le ragioni di una battaglia per fermare il disegno eversivo dell’autonomia differenziata, il quale, come spiega nel capitolo di seguito, trae origine anche dalla visione, intrisa di liberismo e populismo al tempo stesso, tale per cui lo Stato sia automaticamente un “male necessario” e le istituzioni “più vicine ai cittadini” consentano un beneficio. Una visione che nega alla radice la politica, vale a dire l’opera di mediazione e sintesi che è in grado di tenere insieme la società.

Riforma del Premierato: il sogno proibito del Capo assoluto

L’elezione diretta del Presidente del Consiglio, proposta dalla cosiddetta riforma del Premierato, non avrebbe lo scopo di rafforzare il vertice dell’Esecutivo, ma di garantirgli una legittimazione popolare e di farne il decisore politico nazionale. Insomma, si tratterebbe della costituzionalizzazione dell’investitura del Capo. Ma una democrazia non ha bisogno di questo, bensì di un rafforzamento del Parlamento e di una cittadinanza attiva e consapevole che dia vita al dibattito democratico.

L’imprenditoria dissidente: Confindustria Napoli contro l’autonomia differenziata

Ci sono segmenti di potere imprenditoriale, come è il caso di Confindustria e in particolare di alcuni rami di Confindustria al sud Italia, che stanno esprimendo senza remore la loro contrarietà al disegno di legge sull’autonomia differenziata. In questo documento di Confindustria Napoli, audita alla Commissione Affari Costituzionali della Camera il 26 marzo 2024, si mette in luce in particolare come sia interesse del Paese ridurre, piuttosto che incrementare, i divari socio-territoriali, e determinare le condizioni per la creazione di maggiore ricchezza nelle aree distanti dalla media nazionale riguardo a indicatori come reddito e PIL pro capite. L’Autonomia differenziata procede, in questo senso, nella direzione sbagliata.

WWF: gli articoli 9 e 41 della Costituzione sono dei limiti sistemici per l’Autonomia differenziata

La legge sull’Autonomia Differenziata, che vuole trasferire diverse competenze alle Regioni, è fortemente circoscritta dall’Articolo 9 della Costituzione italiana, secondo cui “la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. Così come dall’articolo 41, che prevede che l’iniziativa economica rispetti non solo fini sociali ma anche ambientali. La tutela ambientale nel suo complesso esige trattamento uguale – e non differenziato – delle materie di legislazione esclusiva e concorrente, considerando anche il fatto che l’essere umano stesso è parte di un ecosistema più complesso.