Carcere italiano e religione cattolica: un rapporto ancora indissolubile

Se è vero che un tempo nelle carceri italiane la stragrande maggioranza dei detenuti era di religione cattolica, attualmente le proporzioni non sono più così schiaccianti. Ciononostante, ancora oggi la religione cattolica trova nelle nostre prigioni una corsia preferenziale rispetto agli altri culti. Con buona pace della laicità dello Stato.

Il genere e il sacro

La separazione dei generi è uno degli aspetti primordiali del sacro. E proprio qui, in questo spazio vediamo innestarsi dinamiche gerarchiche di dominio di un genere (per lo più quello maschile) sull’altro, ma in un universo di varietà culturale talmente articolata, che le gerarchie maschili vengono ciclicamente intervallate da negoziazioni e rovesciamenti a favore delle donne: società matriarcali si alternano a patriarcati, e così per migliaia di anni, in un fluire ondivago di giochi di sacralizzazioni e dissacrazioni, di ruoli dominanti e dominati, che nulla hanno a che fare con il mito del buon selvaggio ma con una costante lotta per mantenere l’equilibrio dell’identità individuale e di gruppo anche attraverso la sacralizzazione della separazione di genere. Finché, a un certo punto, le correnti alternate si irrigidiscono.

La laicità, principio universale

Non è possibile voler difendere la parità di diritti sostenendo il relativismo culturale a scapito dell’universalità del diritto. La laicità è un principio fondamentale e universale, un valore da propugnare per difendere i diritti di milioni di donne nel mondo, oppresse e spesso anche uccise dal radicalismo religioso, soprattutto quello islamico. Non contrastare quest’ultimo per non incorrere in presunte accuse di “islamofobia” significa abbandonare queste donne a loro stesse, precludendogli un futuro di libertà e autodeterminazione.

L’internazionale nera che difende la “libertà religiosa”

Le contorte involuzioni logiche e morali che contraddistinguono un certo ambiente in cui la destra politica si coniuga col radicalismo religioso sono difficili da seguire, ma parlano tutte di una lunga storia di associazioni controrivoluzionarie, legate a doppio filo a servizi segreti e formazioni terroriste, che si battono apparentemente per l’ecumenismo della fede ma in realtà cercano di legittimare l’esistenza delle sette, ovvero l’apparente copertura dietro il “libero credo” di realtà sovversive e antidemocratiche che compongono la cosiddetta “internazionale nera”. L’inchiesta che segue svela il lungo intreccio.

I miti pagani e la loro cristianizzazione

mito

Il cristianesimo si propose e si impose come religione rivoluzionaria e per diversi aspetti lo fu. Ma molti dei suoi simboli sono mutuati dal paganesimo, in quanto espressioni di bisogni e aneliti universali dell’essere umano. Nel presente testo questo fenomeno viene analizzato da più punti di vista.

Margherita Hack, la sua lezione a dieci anni dalla morte

Margherita Hack

Dieci anni fa veniva a mancare Margherita Hack. Condividiamo il ricordo del suo fiduciario testamentale, che ce ne restituisce un ritratto intimo e confidenziale, che si accompagna a quello pubblico. Battaglie per i diritti civili, amore per gli animali e una laica e serena accettazione della morte sono gli elementi che emergono da questa testimonianza.

La religione e la sua influenza sulle economie mondiali

religione

Come argomentato da Max Weber nel suo celebre saggio “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”, le grandi religioni hanno influenzato le diverse concezioni dell’economia. Oggi il rapporto sembra essersi invertito, con la religione a rincorrere per rivestire ancora un ruolo nella società. In questo saggio si ripercorre lo sviluppo di questo processo.

Gli (infruttuosi) tentativi vaticani di contrastare l’ateismo

Fra i nemici principali della Chiesa cattolica c’è certamente l’ateismo, che i diversi papi – da Pio XII fino a Francesco – hanno cercato di combattere con strade diverse: facendo leva sui Paesi fuori dall’Europa, identificando nel comunismo ateo il male o tentando la strada del dialogo come nel caso del Cortile dei Gentili del cardinale Ravasi. Ma le strategie si sono rivelate tutte inefficaci.

Le sette, la libertà religiosa e l’avvelenamento dei pozzi

Gli esponenti della società laica che osteggiano l’operato dei culti sono sempre più nel mirino: etichettati come fuori dalla scienza, illiberali o addirittura complici di dispotismi. L’obiettivo è minarne la credibilità per destituire di fondamento qualsiasi cosa dica il “movimento antisette”.

Il Concilio Vaticano II sessant’anni dopo: un bilancio deludente

Nel sessantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, contro l’esaltazione sistematica e acritica di questa assemblea e dei suoi risultati, è tempo di avanzare qualche dubbio sulla possibilità che esso oggi possa ancora costituire un fattore di spinta verso il rinnovamento della Chiesa.