Fondata sul lavoro

Il presidio di democrazia fondamentale rappresentato dal lavoro, l’abbrivio della nostra Costituzione, dipende innanzitutto dalla sua dimensione conflittuale e di classe: contrastare, mettendosi
al centro dei processi produttivi, la tendenza padronale a passare
dall’egemonia al dominio; la sua intrinseca avidità, che tende
alla mercificazione sistematica e all’accumulazione per esproprio, e che persegue il fine, per la via finanziaria e per quella tecnologica,
di poter fare a meno dei lavoratori. E se vengono a mancare
i lavoratori, viene a mancare la democrazia. Questo articolo è tratto dal volume 1/2024 di MicroMega, “La Costituzione e i suoi nemici”.

Giovanni Gentile, 80 anni fa l’uccisione del filosofo. Intervista a Marco Mondini

Il 15 aprile 1944 moriva il filosofo Giovanni Gentile, ucciso da un gruppo di partigiani gappisti, dei quali faceva parte anche la sua ex allieva Teresa Mattei. Una decisione presa sulla base del permanente supporto dato dal filosofo al regime fascista prima e alla Repubblica di Salò poi. A riannodare i fili della vicenda è stato per noi lo storico Marco Mondini, dell’Università di Padova.

Il Brasile di Lula a sessant’anni dal golpe militare

Nel sessantesimo anniversario del golpe militare in Brasile che inaugurò una lunga dittatura, hanno suscitato indignazione e polemiche le parole dell’attuale Presidente Lula che ha dichiarato di non voler “rivangare il passato”. Una posizione respinta con sdegno dai parenti delle vittime della dittatura: “ripudiare con veemenza il golpe del 1964 è un modo per riaffermare l’impegno a punire i colpi di Stato anche del presente e scongiurare eventuali tentativi futuri”.

Fosse Ardeatine, 80 anni dall’eccidio. Intervista a Michela Ponzani

Il 23 marzo 1944 un gruppo di partigiani gappisti compiva l’attentato di via Rasella, a cui il giorno dopo gli occupanti tedeschi risposero con la terribile rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Un legittimo atto di Resistenza a cui fece seguito un massacro deliberato. Eppure, nell’Italia attuale, in cui una parte non solo della società ma anche delle istituzioni non si riconosce nei valori e nell’eredità dell’antifascismo, tali eventi sono ancora oggetto di contesa. La ricostruzione della storica Michela Ponzani non lascia però spazio a nessuna tendenziosa ambiguità.

La strega è la donna che ha osato conoscenza e libertà

La marginalità fisica, sociale e psicologica ha segnato la condizione delle cosiddette streghe, spesso abitatrici di luoghi selvatici, lontani dalle comunità, immerse nella natura di cui conoscevano i segreti e le energie, esperte nella manipolazione di erbe e prodotti della terra. Punite perché libere, sole, spesso perché anziane, ma soprattutto perché forti delle loro conoscenze, considerate “malefiche” in quanto indipendenti dai precetti e dalle proprietà.

Le origini del fascismo nell’idea di nazione

L’assorbimento delle masse contadine e operaie nella nazione, prima attraverso le squadracce, poi attraverso il corporativismo e il dominio ideologico, pratico e violento della borghesia sul proletariato, fu la base con cui il regime fascista costruì ed esercitò il suo dominio autoritario. Allora ogni democrazia dovrebbe compiere l’operazione inversa a quella compiuta dal fascismo agli inizi del secolo scorso: non l’assorbimento delle masse nella nazione bensì l’assorbimento di ogni volontà di potenza dei vari gruppi sociali e umani nell’idea e nella prassi democratiche.

Io, avvocato partigiano di Giustizia e Libertà

In ricordo di Bruno Segre, scomparso pochi giorni fa, ripubblichiamo questo testo tratto da “MicroMega 3/2015” in cui ripercorre gli anni del carcere, le rocambolesche fughe, le amicizie, i due fortuiti incontri con Umberto di Savoia, le battaglie. Il ricordo degli anni dal ’42 al ’44 di un antifascista della prima ora, partigiano di Giustizia e libertà, e successivamente protagonista di tante battaglie per i diritti civili nell’Italia repubblicana, dall’obiezione di coscienza al servizio militare al divorzio. Che si diceva convinto: “Lo spirito della Resistenza vive e vivrà sempre”.

Berlusconi, 30 anni fa la favoletta dell'”improvvisa” discesa in campo

Il 26 gennaio 2024 dovrebbe ricorrere il trentennale del celebre discorso della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Un condizionale che vuole sottolineare come quella sia una data farlocca, uno spartiacque cronologico buono per la vulgata, poiché l’entrata del Cavaliere nell’agone della politica è stata preparata molto prima. Soprattutto negli Stati Uniti, con la svolta reaganiana e i metodi comunicativi dei think thanks di estrema destra.

Pensiero e azione ai tempi dell’Olocausto

In occasione della Giornata della Memoria ripubblichiamo un carteggio fra Hannah Arendt e Salomon Adler-Rudel uscito per la prima volta su MicroMega 1/2000. Un scambio epistolare tra due profughi ebrei d’eccezione, sullo sfondo dell’Europa devastata dagli orrori nazisti.

Shoah, la memoria svuotata

Mentre in una sorta di mondo alla rovescia le destre post-fasciste, razziste e storicamente antisemite, per meri calcoli geopolitici, si ergono a paladine della lotta contro l’odio antiebraico, la Shoah viene ridotta a uno schema generale di oppressione, la sua memoria assimilata, strumentalizzata e commercializzata.