Tripla gola. Matteo, il vicerè sulle orme di Berlusconi

Doveva essere l’uomo del cambiamento, ma con l’attacco alla magistratura il premier Renzi si afferma sempre più come la prosecuzione di Berlusconi. Tante somiglianze, poche differenze: “L’Olonese incuteva paura, monco dell’organo morale, mentre il successore vanta ascendenze rispettabili ma guardiamolo: è ideologicamente sordo, grimpeur, ingordo, cultore d’utili relazioni d’affari; sente crescere l’erba; come intenda le partite politiche, risulta dallo sbalorditivo accordo familiare con Denis Verdini, pluririnviato a giudizio quale bancarottiere e gran visir storico alla corte berlusconiana”.

VAI ALLO SPECIALE DI MICROMEGA+ DEDICATO A FRANCO CORDERO

da MicroMega 4-2016

Così s’era presentato, sindaco fiorentino, avendo stravinto le discusse primarie d’un partito in crisi genetica. Abbiamo negli occhi i fotogrammi nei quali compariva, ciclista curvo sul manubrio. Pochi sapevano chi fosse. Inveiva contro notabili Pd, annunciando novità radicali, ma anziché sfidare l’assetto equivoco uscito dalla XVII legislatura, vi salta dentro portandovi uno staff d’ignoti con qualche ministro «diversamente berlusconiano». Presto nascono dubbi sulla sua identità: il vecchio Pd non teneva testa a Berlusco Magnus e lo spregiudicato successore se lo piglia come junior partner (avendo la metà dei suoi anni): lascia cadere le vecchie insegne; pesca nelle file d’Arcore, la cui politica prosegue puntando «al partito nazionale» su modello novecentesco, anni Venti e Trenta. L’avevamo nei cromosomi, Benito Mussolini, ombroso parlatore egomane, capo d’un governo il cui personale va e viene al suo cenno; tutt’e due rifondano la macchina del potere; insofferenti d’ogni dialogo, parlano in prima p…

Prigionieri civili ucraini in Russia: un destino in bilico

Migliaia di cittadini ucraini sono stati fatti prigionieri dalle forze russe. Non possono comunicare con avvocati e familiari, non hanno possibilità di ricorrere in appello o di essere oggetto di scambi di prigionieri. Quale sarà il loro destino?

popolo kurdo manifestazione

La Turchia non smette di perseguitare il popolo kurdo

In regimi come quello turco le minoranze subiscono numerosi tipi di persecuzione, e sono costrette a vivere in povertà e in condizioni precarie. Yilmaz Orkan, responsabile di Uiki-Onlus – Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia, racconta in questa intervista i tanti aspetti dell’oppressione strutturale esercitata storicamente dai governi turchi nei confronti del popolo kurdo. Un’oppressione dai tratti ancora più feroci negli ultimi decenni: Erdoğan sta facendo di tutto per rendere il Kurdistan una terra invivibile.

In Uganda i profughi si sentono molto più accolti che in Europa

Un tempo l’Uganda era un Paese di transito lungo le rotte migratorie. Chi emigrava dal sud dell’Africa verso Europa e Stati Uniti non avrebbe mai immaginato di trovare lì una nuova patria. Ma grazie ad accorte politiche d’integrazione, che sostanzialmente equiparano gli stranieri ai cittadini locali, il Paese centrafricano ha costruito un sistema modello per l’accoglienza.