Masafer Yatta, la resistenza non violenta al potere dei coloni

Nella regione di Masafer Yatta, la legge non è dettata solo dall’esercito israeliano ma anche – e soprattutto – dai coloni, che minacciano, picchiano, bruciano e uccidono. La loro violenza, definita “politica di terrore” persino dalla Francia, e quella dello Stato si intrecciano fra loro, minando alla radice ogni possibile soluzione politica in linea con le direttive delle Nazioni Unite. Qui, palestinesi e attivisti israeliani hanno unito le forze per praticare una co-resistenza non violenta.

Shoah, la memoria svuotata

Mentre in una sorta di mondo alla rovescia le destre post-fasciste, razziste e storicamente antisemite, per meri calcoli geopolitici, si ergono a paladine della lotta contro l’odio antiebraico, la Shoah viene ridotta a uno schema generale di oppressione, la sua memoria assimilata, strumentalizzata e commercializzata.

Ariel Bernstein: “In Israele serve la voce di chi si oppone all’odio e al suprematismo”

Ariel Bernstein

Dopo il 7 ottobre, la posizione degli attivisti antisuprematisti e per la fine dell’occupazione come gli ex militari dell’esercito israeliano riuniti nell’associazione “Breaking the Silence” si è fatta ancora più difficile di prima. Ma proprio per aver partecipato in prima persona alle precedenti guerre su Gaza, Ariel Bernstein e i suoi compagni sono fra i più lucidi e consapevoli, nel loro Paese, che la strada dell’eccidio intrapresa dal governo di Netanyahu non solo non fermerà Hamas, ma devasterà sia il popolo palestinese che la società israeliana.