“Underground” e la resistenza lituana, intervista ad Antanas Sileika

Il romanzo “Underground” dello scrittore canadese di origine lituana Antanas Sileika, presentato all'ultima edizione di Più libri più liberi, è stato originariamente pubblicato nel 2011. Racconta della resistenza “sotterranea” del popolo lituano contro l’occupazione sovietica, trascorsa nella vana speranza del supporto del blocco occidentale, e di una storia d’amore che lì nasce e si consuma. Il libro, di prossima pubblicazione in Italia per Del Vecchio Editore (gennaio 2024), assume una nuova valenza alla luce della guerra in Ucraina.

Il titolo del romanzo, Underground, è decisamente evocativo: lì infatti porta alla luce la resistenza sotterranea dei lituani contro l’occupazione dell’esercito sovietico. Cosa l’ha spinta a voler disseppellire questo pezzo di storia piuttosto ignorato?

Per molti decenni, nelle Americhe del Nord, la storia della Seconda guerra mondiale si è concentrata sulla lotta contro la Germania nazista nella parte occidentale dell’Europa e, in una certa misura, nel Nord Africa. Sono cresciuto con film e programmi televisivi sugli americani in combattimento, la Gran Bretagna sotto il Blitz, i canadesi nei Paesi Bassi e in Italia, soprattutto a Monte Casino, così come con le storie della resistenza francese. Erano scene tratte dal racconto di una guerra più o meno “buona” terminata nel maggio del 1945. Ciò che accadde a Est, nel territorio che lo storico Timothy Snyder definì Bloodlands, luoghi occupati prima dai sovietici, poi dai tedeschi e poi ancora di nuovo dai sovietici, non può essere definito semplicemente come una guerra “buona”. Le cose furono molto più complicate di così, con una massiccia repressione contro le popolazioni civili e allo stesso tempo la liberazione di ciò che restava degli ebrei d’Europa. E la guerra continuò lì, clandestinamente, per oltre una mezza dozzina di anni finché la resistenza armata locale non fu schiacciata. Sono stato al corrente di questa storia per tutta la mia vita adulta, e sapevo anche della resistenza partigiana, ma avevo bisogno di raggiungere un punto nella mia vita di scrittore in cui sentivo di poter riuscire a raccontarla, dovendo aspettare un momento storico in cui la storia poteva essere recepita in Occidente, dove per molto tempo la storia della lunga guerra senza “lieto fine” nell’Est ha riscosso scarso interesse. Ma le cose sono cambiate e, più recentemente, l’interesse è stato amplificato dopo la guerra tra Russia e Ucraina. Lo zeitgeist ora ci permette di volgere di nuovo lo sguardo alle storie che non sono state raccontate in passato.

Piuttosto che concentrarsi su grandi narrazioni storiche, il suo romanzo approfondisce la storia di un piccolo Paese appunto delle bloodlands, intrappolato tra due superpotenze, la Germania nazista e l’Unione Sovietica, durante la Seconda Guerra Mondiale. Ha scelto inoltre di narrarla attraverso la prospettiva di partigiani che, pur essendo eroi, sono principalmente individui comuni. Anche se le sue origini lituane probabilmente hanno influenzato l’ambientazione, quanto è significativo adottare il punto di vista delle nazioni più piccole e della gente comune nel descrivere accuratamente l’impatto brutale del potere e della violenza esercitati dalle grandi potenze?

Esiste una sorta di provincialismo proprio da Grande Potenza che ritiene che i luoghi importanti siano New York, Londra, Parigi ecc. e le loro province periferiche. Ogni spiaggia è vasta, ma l’universo è contenuto in ogni suo granello di sabbia, quindi è proprio in quel minuscolo granello che vado a cercare l…

Cosa può fare la sinistra per il popolo ucraino?

Mentre la situazione sul campo continua a essere molto complicata in Ucraina, la sinistra ha ancora moltissimo da dire e da fare in supporto della popolazione che ha subito l’invasione. Non è necessario essere d’accordo su tutto, e bisogna distinguere fra le élite del Paese e i suoi lavoratori e lavoratrici, ovvero coloro che hanno bisogno del massimo supporto internazionale per continuare a resistere all’invasore e per ricostruire una Ucraina futura più giusta e democratica.

Due anni di guerra in Ucraina: chi sta pensando al dopo?

I due anni di guerra della Russia contro l’Ucraina iniziati il 24 febbraio 2022 hanno consolidato il Paese, ma anche aperto nuove ferite e paradossi all’interno della sua eterogenea società. Oggi che il patriottismo iniziale si sta spegnendo, quasi fosse alla fine di un processo naturale, lasciando spazio al dolore strumentalizzato da un nuovo tipo di risentimento nazionalista, la politica, l’esercito e la cittadinanza si trovano di fronte a scelte decisive per il futuro del Paese. Nel difendere ogni centimetro di territorio dall’espansionismo russo, Kyiv deve evitare di diventare una nuova Mosca.

Guerra Russia-Ucraina: cos’è il filtraggio?

Nei territori occupati dalla Russia, diversi sono i sistemi adottati per spegnere ogni velleità di resistenza ucraina. Uno di questi è il filtraggio, un sistema che mira a piegare ogni ucraino alla causa dell’invasore attraverso perquisizioni, interrogatori, torture e detenzione arbitraria.