Speciale MicroMega+, due anni di guerra in Ucraina

Con contributi di: Aleksej Naval'nyj, Andrea Brashchayko, Francesco Brusa, Claudia Bettiol, Oleksandr Kyselov, Evgenij Zacharov.

Redazione

Il 24 febbraio 2022, l’esercito russo iniziava l’invasione su larga scala dell’Ucraina. Uno scenario che tanti alla vigilia giudicavano altamente improbabile, che invece si è verificato causando sofferenze indicibili alla popolazione ucraina, oltre a sancire un’escalation nella repressione interna in Russia, culminata recentemente con la morte dell’oppositore politico più importante di Putin, Aleksej Naval’nyj. In questo numero speciale interamente dedicato a questo anniversario, oltre a fare il punto della situazione, ci soffermiamo sugli eventi che hanno preceduto la guerra, sulla situazione attuale e i compiti di solidarietà a cui ci chiama, e su alcune delle sue ricadute concrete sulla popolazione ucraina; con un ricordo finale di Naval’nyj, attraverso le sue parole.

LANALISI – Come si è arrivati alla guerra in Ucraina: la prevedibile irrazionalità di Vladimir Putin di Francesco Brusa
L’invasione su larga scala dell’Ucraina avviata due anni fa da Vladimir Putin ha colto tutti di sorpresa. Eppure, una serie di elementi indicano che la guerra in Ucraina era un’opzione sul piatto fin dalla disgregazione stessa delle repubbliche sovietiche; qualcosa in potenza all’interno delle dinamiche di potere russe, come un’opzione sul (lungo) tavolo del Cremlino nel caso si fossero date alcune condizioni e si fossero verificati determinati sviluppi.

PROSPETTIVE – Due anni di guerra in Ucraina: chi sta pensando al dopo? di Andrea Brashchayko
I due anni di guerra russa contro l’Ucraina iniziati con il 24 febbraio 2022 hanno consolidato il paese, ma anche aperto nuove ferite e paradossi all’interno della sua eterogenea società. Oggi che il patriottismo iniziale si sta spegnendo, quasi fosse alla fine di un processo naturale, lasciando spazio al dolore strumentalizzato da un nuovo tipo di risentimento nazionalista, la politica, l’esercito e la cittadinanza si trovano di fronte a scelte decisive per il futuro del Paese. Nel difendere ogni centimetro di territorio dall’espansionismo russo, Kyiv deve evitare di diventare una nuova Mosca.

SOLIDARIETÀ – Cosa può fare la sinistra per il popolo ucraino di Oleksandr Kyselov
Mentre la situazione sul campo continua a essere molto complicata, la sinistra ha ancora moltissimo da dire e da fare in supporto della popolazione ucraina che ha subito l’invasione. Non è necessario essere d’accordo su tutto, e bisogna distinguere fra le élite del Paese e i suoi lavoratori e lavoratrici, ovvero coloro che hanno bisogno del massimo supporto internazionale per continuare a resistere all’invasore e per ricostruire una Ucraina futura più giusta e democratica. 

DIRITTI UMANI – Guerra Russia-Ucraina: la violenza del filtraggio di Evgenij Zacharov
Nei territori occupati dalla Russia, diversi sono i sistemi adottati per spegnere ogni velleità di resistenza ucraina. Uno di questi è il filtraggio, un sistema che mira a piegare ogni ucraino alla causa dell’invasore attraverso perquisizioni, interrogatori, torture e detenzione arbitraria.

ARTE E MOVIMENTI – Majdan dieci anni dopo, tracce di una rivoluzione che fu anche artistica di Claudia Bettiol
Il periodo prolungato delle proteste di Majdan in Ucraina, la loro ormai matura motivazione sociopolitica e il tragico sacrificio che ne è conseguito con l’invasione su larga scala da parte di Putin, hanno dato vita a un’incredibile espressione artistica da parte sia di professionisti sia di amatori attivi nelle piazze della capitale e delle principali città del Paese.

IL RICORDO E LA LOTTA – Navalny: “Potete fermare me ma non il nostro lavoro” di Aleksej Naval’nyj
In Russia esiste, dai tempi dell’Unione Sovietica, una tradizione nei tribunali: il discorso di autodifesa degli imputati. A dissidenti politici di fatto già condannati dal sistema, viene offerta la possibilità di perorare la propria causa, prendendo la parola per un’ultima volta. Ne conseguono spesso discorsi appassionati, in cui gli imputati incarcerati per ragioni politiche difendono la causa della libertà di espressione e di dissenso. L’associazione per la difesa dei diritti umani Memorial, nella persona di Sergej Bondarenko e Giulia De Florio, ne ha raccolti alcuni nel volume Proteggi le mie parole (E/O, 2023). Quello che pubblichiamo non era il primo discorso di autodifesa che Naval’nyj pronunciava: contro di lui nel corso del tempo il potere russo aveva intentato almeno 10 procedimenti. L’ultima condanna, a 19 anni di colonia penale, gli era stata inflitta ad agosto 2023.

È tutto per questa settimana. Grazie e buona lettura!

MicroMega+ del 12 aprile 2024

Con contributi di: Micol Meghnagi, Mosè Vernetti, Erin Axelman, Sam Eilertsen, Eszter Kováts, Fabio Bartoli, Marco Mondini, Roberto Rosano, Giulia Innocenzi, Giovanni Fava e Matteo Pasquinelli.

A Hebron è in vigore l’oppressione permanente dei palestinesi

Dalle punizioni collettive alle tecniche di sorveglianza e riconoscimento facciale,  passando per le “sterilizzazioni” delle strade dalla presenza palestinese come le chiamano i soldati, ogni “misura temporanea di sicurezza” che istituzioni e coloni israeliani testano su Hebron diventa poi uno strumento d’oppressione permanente imposto sull’intera Cisgiordania. Per usare le parole di Issa Amro, leader della resistenza non violenta nella regione, Hebron è il “laboratorio dell’occupazione”.

“Israelism”, la rivolta dei giovani ebrei negli USA contro l’indottrinamento sionista

Il film di Sam Eilertsen ed Erin Axelman “Israelism”, proiettato recentemente in Italia, racconta il processo di presa di coscienza di una intera generazione di ebrei americani cresciuti fin da bambini in un ambiente di ferreo indottrinamento al culto di Israele e alla propaganda sionista. Finché molti di loro, confrontandosi con la realtà dei palestinesi attraverso viaggi sul posto o nei campus universitari, non capiscono di essere stati spinti ad annullare la loro ebraicità nella fede cieca in un progetto etnonazionalista.