MicroMega+ del 22 marzo 2024

Hanno contribuito: Michela Ponzani, Francesco Costa, Leila al-Shami, Antonia Ferri, Francesco Brusa, Piero Maestri, Filippo Zingone, Fabio Bartoli, Teresa Simeone.

Redazione

Questa settimana parliamo di:
l’accordo fra Ue e Egitto è un fallimento annunciato; Siria, la rivoluzione è sconfitta ma vive; reportage dal Congo, martoriato da 30 anni di guerre; 80 anni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine; Francesco Costa e il secolo americano
; Adriana Cavarero, Nonostante Platone.

ATTUALITÀ L’accordo fra Unione Europea ed Egitto è già un fallimento di Antonia Ferri
L’Egitto è un Paese al collasso in cui, oltre alla povertà endemica, fra gli abitanti cova ancora sotto la cenere il fuoco della rivoluzione. Gli accordi stretti con il governo italiano servono ad Al Sisi per cercare di mantenere il controllo, ma rischiano per molti versi di peggiorare la situazione del Paese. L’Europa, in questo quadro, prosegue con la sua solita politica miope: pretendere di fermare i flussi umani favorendo le dittature e i loro metodi violenti e persecutori.

VICINO ORIENTESiria: la rivoluzione è sconfitta ma vive. Intervista a Leila al-Shami di Francesco Brusa e Piero Maestri
Nell’anniversario della rivoluzione, la cui memoria è rimasta ben impressa nella coscienza delle persone, l’attivista e saggista Leila al-Shami racconta la difficile situazione attuale in Siria; il Paese è distrutto ma il desiderio democratico fra le persone è tuttora vivo, ostacolato da un autoritarismo diffuso messo in campo da tutte le forze statali dell’area.

REPORTAGE Repubblica Democratica del Congo, un Paese martoriato da trent’anni di guerra di Filippo Zingone
Nella Repubblica Democratica del Congo si sono tenute nuove elezioni alla fine del 2023 e il presidente Félix Tshisekedi, tra molti sospetti di brogli, ha ottenuto la riconferma. Intanto il Paese è ancora preda delle milizie, tra cui l’M23, e dell’ingerenza degli Stati confinanti; è in guerra da trent’anni, anche a causa delle numerose risorse naturali che fanno gola a molti. Una terra e un popolo lasciati da soli e di cui dovremmo smettere di ignorare la sorte girandoci dall’altra parte.

LA MEMORIA E IL PRESENTEFosse Ardeatine, 80 anni dall’eccidio. Intervista a Michela Ponzani di Fabio Bartoli
Il 23 marzo 1944 un gruppo di partigiani gappisti compiva l’attentato di via Rasella, a cui il giorno dopo gli occupanti tedeschi risposero con la terribile rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Un legittimo atto di Resistenza a cui fece seguito un massacro deliberato. Eppure, nell’Italia attuale, in cui una parte non solo della società ma anche delle istituzioni non si riconosce nei valori e nell’eredità dell’antifascismo, tali eventi sono ancora oggetto di contesa. La ricostruzione della storica Michela Ponzani non lascia però spazio a nessuna tendenziosa ambiguità.

IMPERI Per Francesco Costa, la supremazia Usa nel mondo è intatta e lo rimarrà a lungo di Roberto Rosano
Frontiera. Perché sarà un nuovo secolo americano (Mondadori 2024) è l’ultimo libro del giornalista Francesco Costa, vicedirettore del giornale online Il Post e curatore da molti anni di un progetto giornalistico incentrato proprio sugli Stati Uniti. Nel libro Costa sostiene, controcorrente da diversi punti di vista, che il tempo della fine della supremazia americana sul Pianeta è ancora di là da venire. Ne parliamo in questa intervista.

IL LIBRONonostante Platone, Adriana Cavarero smaschera l’ordine patriarcale di Teresa Simeone
Adriana Cavarero ha dedicato la sua esistenza a decodificare il linguaggio della rappresentazione, non solo per il piacere necessario della decostruzione, quanto anche e soprattutto per proporre un nuovo pensiero del femminile, “un immaginario di speranza” che, dall’analisi del passato e dalla critica del presente, lanci lo sguardo verso il futuro, un futuro che indichi rapporti nuovi e diversi.

MicroMega+ del 12 aprile 2024

Con contributi di: Micol Meghnagi, Mosè Vernetti, Erin Axelman, Sam Eilertsen, Eszter Kováts, Fabio Bartoli, Marco Mondini, Roberto Rosano, Giulia Innocenzi, Giovanni Fava e Matteo Pasquinelli.

A Hebron è in vigore l’oppressione permanente dei palestinesi

Dalle punizioni collettive alle tecniche di sorveglianza e riconoscimento facciale,  passando per le “sterilizzazioni” delle strade dalla presenza palestinese come le chiamano i soldati, ogni “misura temporanea di sicurezza” che istituzioni e coloni israeliani testano su Hebron diventa poi uno strumento d’oppressione permanente imposto sull’intera Cisgiordania. Per usare le parole di Issa Amro, leader della resistenza non violenta nella regione, Hebron è il “laboratorio dell’occupazione”.

“Israelism”, la rivolta dei giovani ebrei negli USA contro l’indottrinamento sionista

Il film di Sam Eilertsen ed Erin Axelman “Israelism”, proiettato recentemente in Italia, racconta il processo di presa di coscienza di una intera generazione di ebrei americani cresciuti fin da bambini in un ambiente di ferreo indottrinamento al culto di Israele e alla propaganda sionista. Finché molti di loro, confrontandosi con la realtà dei palestinesi attraverso viaggi sul posto o nei campus universitari, non capiscono di essere stati spinti ad annullare la loro ebraicità nella fede cieca in un progetto etnonazionalista.