MicroMega+, la presentazione del numero dell’1 aprile 2022

Con contributi di: Valerio Nicolosi, Federica D’Alessio, Marco d’Eramo, Umberto Veronesi (dall’archivio), Maurizio Franco, Elettra de Salvo.

Redazione

Il numero di MicroMega+ di questa settimana si apre con il reportage di Valerio Nicolosi in presa diretta dalla stazione di Leopoli (“La stazione di Lviv”), presa d’assalto ogni mattina fin dall’alba da quanti, giunti da tutti gli angoli dell’Ucraina, sperano di riuscire a lasciare il Paese.

Alla decostruzione dell’idea di una intrinseca estraneità delle donne alla guerra – sostenuta anche da una parte del femminismo, ma in realtà funzionale alla narrazione patriarcale – è dedicata la riflessione di  Federica D’Alessio (“‘Di fronte alla paura’: le donne non sono mai state estranee alla guerra”) che sottolinea come l’indipendenza femminile e la capacità di autodifesa delle donne contraddicano in modo cogente ogni sistema politico fondato sulla necessità protettiva del patriarcato nei confronti delle donne.

Marco d’Eramo evidenzia come un’economia globalizzata si regga sull’assunto che il suo ordine sia più importante delle variabili politiche nazionali: in quest’ottica la guerra in Ucraina ha inferto una ferita (insanabile?) alla globalizzazione, ossia la perdita di fiducia nel primato della finanza sulla politica (“Sglobalizzazione”).

Esattamente 20 anni fa, il 1° aprile 2002, entrava in vigore la prima legge al mondo sull’eutanasia, approvata dal parlamento olandese l’anno precedente. In occasione di questo anniversario riproponiamo dall’archivio di MicroMega una riflessione di Umberto Veronesi (“Eutanasia, un’azione di amore e di pietas”) che spiega come il tema centrale, quando si parla di eutanasia, sia l’autodeterminazione e la libertà di scelta di ognuno: perché nessuno può decidere al posto di un altro se la vita è degna di essere vissuta o no.

All’intreccio tra la lotta del collettivo Gkn e il movimento studentesco è dedicato l’articolo di Maurizio Franco (“Insorgere insieme. Studenti e operai uniti nella lotta”): perché per spezzare il giogo della frammentarietà politica ci vuole elaborazione collettiva.

Elettra de Salvo ci presenta infine Maddalena Fingerle, autrice del romanzo Lingua madre, vincitore del Premio Italo Calvino 2020, in un’intervista a 360° su parole, lingue, linguaggi, bilinguismo, comunicazione, incomunicabilità (“Giocare con le parole”).

Un giovane scrittore fra la Columbia University e Parigi

La testimonianza di uno dei protagonisti della letteratura mondiale che ha vissuto il movimento come studente alla Columbia University. Dopo un breve periodo a Parigi prima del Maggio francese, decisivo nella sua formazione di giovane scrittore,
Paul Auster partecipa all’occupazione dell’università americana, vivendo in prima persona la protesta studentesca. Dall’assassinio
di Martin Luther King agli echi della Primavera di Praga, passando per i tumulti di Chicago, si interroga sulle speranze,
le lotte e gli errori della sinistra americana. Testo originariamente pubblicato sul volume MicroMega 1-2/2018 “Sessantotto!”, che qui condividiamo in omaggio al grande scrittore scomparso il 30 aprile 2024.

Liberazione del lavoro o dal lavoro?

Il lavoro, nella società capitalista, serve solo secondariamente, anzi accidentalmente, a soddisfare veri bisogni umani. La sua ragion d’essere è la realizzazione del solo e unico scopo della produzione capitalista: trasformare cento euro in centodieci euro e così via. Bisognerebbe quindi abolire molte delle attività che si svolgono oggi, e reinventare le altre. Il che si tradurrebbe anche in molto più tempo a disposizione. Rifiutare il lavoro non significa però non fare niente, bensì valutare – individualmente e collettivamente – quali sforzi si vogliono intraprendere, in vista di quali risultati.