“Il liberalismo in Europa ha trascurato la necessità di giustizia sociale”. Conversazione con Timothy Garton Ash.

Il celebre storico, giornalista e professore britannico Timothy Garton Ash, in Italia per presentare il suo libro “Patrie” (Garzanti), conversa con MicroMega su alcuni punti nodali riguardanti la sua visione dell’Europa, maturata in oltre cinquant’anni di viaggi e di vita, personale e professionale. Dal tradimento delle popolazioni dell’est e del sud, che non hanno goduto della “solidarietà nella libertà”, all’ambiguità irrisolta del concetto pur irrinunciabile di “sovranità”, alla necessità di ripensare il patriottismo, fino alle sfide epocali già emerse in questo presente, come la necessità di superare la visione xenofoba e securitaria delle migrazioni.

Venezia 80: fra lavoro e poetica, i mezzi di produzione e chi li controlla

L’assenza degli artisti americani in sciopero ha aiutato a tenere alta l’attenzione sulle trasformazioni brutali in corso nel mondo del cinema e dell’arte in generale. Mistificare le loro battaglie dipingendole come una “guerra contro l’intelligenza artificiale” serve solo a nascondere la questione di fondo: chi controlla i mezzi di produzione, con quale obiettivo e come fare per sottrarsi e contrapporsi allo strapotere di quel capitalismo che, ora come allora, funziona per espropriazione e sottrazione, una “accumulazione originaria di capitale” in forma 4.0. Seconda parte del reportage della nostra inviata alla Mostra del cinema di Venezia.

Reportage da Venezia: Favino, le pistole di Nanni Moretti e il popolo kuna (prima parte)

Venezia

La cornice straordinaria del Lido, per circa dieci giorni, consente al cinema di incontrare il cinema. Storie e visioni di “cineasti contadini” nelle isole caraibiche dialogano virtualmente con le idee, e le contraddizioni, delle grandi produzioni occidentali, dandoci anche la possibilità di riflettere sui nodi della contemporaneità e su quegli schemi di pensiero che imbrigliano la libertà di espressione e lo sguardo che esercitiamo su noi stessi. Pubblichiamo in due parti un reportage analitico della nostra inviata alla Mostra del Cinema di Venezia 80. Qui la prima parte.

Pornografia e violenza, quei tabù neomoralisti che impediscono di parlarne

Nonostante quella del porno sia un’industria multimiliardaria che lucra in modo patente sulla violenza, è difficile parlarne in chiave critica. Schiere di neomoralisti ne hanno fatto un tabù, uguale e contrario a quelli precedenti, e alzano gli scudi ogni volta che qualcuno prova a dimostrare il rapporto fra pornografia e violenza. In Francia, le istituzioni hanno condotto studi su questo arrivando a conclusioni molto nette. E la storia ci dice che non si tratta soltanto dell’oggi: l’industria della pornografia è nata grazie allo sfruttamento violento delle donne.

Il pacifismo geopolitico che si è dimenticato la solidarietà coi popoli

Al convegno “Guerra o Pace?” a Roma, così come in tante discussioni in questi mesi, il punto di vista predominante è stato quello degli Stati e in particolar modo il punto di vista del Cremlino sulla geopolitica, oltre a una visione appiattita sulla gestione del presente da parte dei leader politici. La sinistra e il pacifismo hanno perso l’idealità perché hanno perso la speranza, e forse guardano con malcelato risentimento alle speranze e alla fiducia nel futuro che hanno gli ucraini, così come hanno guardato con odio e risentimento alla rivoluzione siriana a suo tempo.

Camille Paglia: una femminista contro il femminismo

È in libreria per LUISS University Press una nuova traduzione di “Sexual Personae”, il libro culto della filosofa, storica dell’arte e femminista Camille Paglia, personalità spesso contestata anche per le e critiche senza sconti che ha mosso al movimento delle donne, nel quale tuttavia ha sempre continuato a riconoscersi.

Orlando Figes: “La società russa non coincide né con i miti di Putin, né con gli schemi dell’intelligencija liberale”

Orlando Figes e la copertina di Storia della Russia

“Storia della Russia. Mito e potere da Vladimir II a Vladimir Putin” di Orlando Figes racconta in che modo la propaganda e il regime di Stato riscrivono la storia della Russia in base ai miti del potere, presentandola in questo modo sia ai russi, sia al mondo esterno. Ma la società russa, spiega lo studioso in questa intervista, non coincide con lo Stato né con la sua propaganda. E però, come dimostrano il protagonismo contadino durante i secoli e l’esperienza rivoluzionaria del 1917, nella sua autodeterminazione democratica non coincide neanche con il modello liberale e occidentalista auspicato dall’intelligencija, la quale a sua volta sconta uno scollamento sempre più forte dalla società.

Il tempo della politica incentrata sui leader è finito

L’Italia della Seconda Repubblica da tempo non è più quella del voto per ideologia e appartenenza politica. Continuare a fossilizzarsi sul Leader impedisce di vedere che le correnti di fondo delle scelte elettorali sono mosse dai bisogni della gente comune, anche quando a votare non ci va; e che la politica vince se li interpreta.